Gentile Direttore,

vorrei che lei pubblicasse ciò che in una sede della CGIL hanno consigliato ad una mia dipendente, la quale rimase bloccata in territorio spagnolo a causa dell’ormai noto vulcano islandese. La nostra dipendente, dopo una settimana di ferie, dovette rimanere una seconda settimana senza poter rientrare al lavoro e per questo, una volta giunta in Italia, si recò al sindacato per chiedere come poter fare per non perdere cinque giorni di paga. Alla CGIL, ( che è la più importante, illustre e potente organizzazione sindacale italiana) pare che conoscessero bene cosa suggerire ai lavoratori incappati in questo imprevisto, perché già altri si erano recati da loro per lo stesso motivo. Ebbene, il consiglio della CGIL è stato letteralmente: “…vai dal tuo medico e fatti fare un certificato di malattia”. La dipendente, che è persona onesta, ha ribattuto: “Ma io non sono ammalata e per di più ero in vacanza all’estero.” La funzionaria sindacale ha quindi concluso: “Fai scrivere che soffri di esaurimento nervoso; in questi casi il dipendente in malattia può viaggiare”. Ecco, ora lascio ai lettori di destra e di sinistra, agli imprenditori, ai contribuenti, agli ispettori, all’Inps, al Ministero del Lavoro e anche al Ministro Brunetta, il diritto di commentare quanto accaduto. Se la nostra dipendente avesse seguito il consiglio della CGIL, (ammesso che il suo medico fosse stato complice in malafede o in dormiveglia), si sarebbe attuata una truffa a danno della mia impresa, dell’Inps, e anche dei contribuenti che mantengono l’Inps con le loro corpose imposte. Che ne dice direttore, informiamo la cittadinanza? Grazie.

M. C.

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