Google e Facebook sono al centro di una rivolta degli utenti in Australia, preoccupati per la loro privacy. La Commissione per la privacy ha avviato indagini separate sulle due compagnie per il modo in cui raccolgono dati e contenuti da milioni di persone, mentre secondo il gruppo no profit Australian Privacy Foundation vi sono solide basi per un’azione legale per violazioni alle leggi sulle telecomunicazioni e la privacy.
Su internet vengono raccolti due tipi di informazioni: i contenuti, cioe’ il materiale che gli utenti scelgono di caricare, come le foto di vacanze su Facebook, e i dati raccolti durante l’attivita’ in rete, come gli argomenti ricercati usando Google. E la Commissione per la privacy sta indagando sulle due compagnie che ne catturano piu’ di ogni altra nel mondo. Google in particolare e’ sotto indagine dopo aver ammesso di aver raccolto dati personali da utenti di computer che usano le connessioni WiFi, mentre le sue auto fotografavano le case per le sue mappe Street View.
La settimana scorsa il ministro delle comunicazioni Stephen Conroy aveva accusato Google di violazione della privacy ‘possibilmente la piu’ grave nel mondo occidentale’. Intanto il gruppo per le liberta’ civili online Electronic Frontiers ha accusato Facebook di rendere intenzionalmente complicati i settaggi per rendere riservati i propri contenuti perche’, ha detto il portavoce Geordie Guy, ‘piu’ informazioni gli utenti mettono a disposizione, piu’ Facebook guadagna’.

fonte aduc

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