“Bisogna chiedere alla grande potenza, sostenuta da quasi mille basi militari e sette flotte accompagnate da portaerei nucleari e migliaia di velivoli da guerra con le quali si comporta da tiranno nel mondo, che ci spieghi come risolvera’ il problema della droga”.
Lo scrive l’ex “lider maximo” cubano Fidel Castro nelle sue “Riflessioni” pubblicate dal quotidiano Granma.
Nell’articolo intitolato “L’Impero e la droga” Castro sottolinea il grande impegno profuso dai Paesi dell’America Centrale e dai governi “rivoluzionari” di Bolivia e Venezuela nel combattere “l’invasione delle coltivazioni della foglia di coca, utilizzata per la produzione di cocaina”, ma ricorda anche la difesa dell’uso tradizionale di questa pianta fatta dal presidente boliviano Evo Morales. “Da tempo ha proclamato il diritto del suo popolo a consumare the di coca – scrive Castro – […] proibirla e’ come chiedere agli inglesi di smettere di consumate the. L’articolo sottolinea quindi come sia “curioso” che l’oppio sia stato utilizzato dai “colonialisti inglesi” come merce di scambio per il commercio con la Cina ed evidenzia come i commercianti britannici e nordamericani “videro la possibilita’ di importanti scambi e guadagni” in questo tipo di traffico, tanto che “in quel momento molte delle grandi fortune accumulate dagli Stati Uniti si basarono sul narcotraffico”.

fonte aduc

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