Le caste, in Italia saranno mai debellate?
La psicologia obbligatoria illegalmente somministrata.


Mi hanno obbligato a fare psicoterapia al SAIFIP di Roma , altrimenti non mi facevano fare nulla, mi hanno anche obbligato a fare altri colloqui dopo la sentenza di autorizzazione all’intervento, sennò non mi operavano.

G.T. operato e uomo a tutti gli effetti.

Ho dovuto fare tre anni di psicoterapia obbligatoria al MIT, mi hanno tolto i soldi della tessera della loro associazione e 50 euro a visita, ho speso un capitale. Ho dovuto superare il loro ostacolo raccontando solo le cose che volevano sentirsi dire, tempo sprecato, e soprattutto ho dovuto fare una cosa che non volevo e non mi interessava e che, oltretutto, è servita solo a farmi stare peggio.

M.C. operata e donna a tutti gli effetti.

Ti intimidiscono, ti minacciano silenziosamente, ti dicono che ti vogliono “aiutare”, in realtà loro per me sono stati solo un ostacolo, l’unico sentimento che provo, adesso che ho terminato, è risentimento, rabbia e disprezzo. È gente che vuole controllarti, gestirti, ti scruta, giudica, si insinua nella tua vita privata , vuole metterti in psicoterapie di gruppo dove prostitute extracomunitarie sono trattate assieme a ragazze giovani dove gente fuori di testa diventa ancor di più fuori di testa. Ma quale aiuto… ti obbligano a subire le loro angherie per riempirsi le tasche sono dovuta scappare dal SAIFIP di Roma.

F.E. MTF Operata e donna a tutti gli effetti di Roma.

Sono solo alcune delle voci che si levano contro la Psicoterapia istituzionalizzata, una pratica creata dalla casta degli psicologi che hanno messo radici nei centri che si occupano di cambio di sesso. La legge Italiana , la 164/82 consente tale cambiamento e non parla affatto di tale obbligo (anche in virtù della legge 180/76 Basaglia), mentre, l’ONIG la ONLUS da loro creata nel 1998 scrive un protocollo ad hoc che , de facto, rende obbligatorio ciò che per legge non può esserlo.

Molti soldi vanno a finanziare tale sistema, e si sa… i soldi fan gola a tutti, di qua lo strombazzamento ai quattro venti della assoluta necessità di tale pratica che , guarda caso, mette in cura preventiva chi , addirittura, è dichiarato sano di mente da Psichiatri dell’SSN. D’altro canto, chi fa parte di questo “giro” di laureati alla facoltà di Psicologia (psicoterapeuti, psicologi clinici e psicodiagnosti) o anche medici generici che hanno scelto di fare gli psicoterapeuti , hanno trovato la loro gallina dalle uova d’oro e di certo non intendono mollare la presa.

Io stessa ho subito una pressone inaudita da tutti gli “operatori” (come amano definirsi) del SAIFIP, con tentativi reiterati di farmi sottoporre alle loro pratiche, cosa che ho sempre e comunque rifiutato. Arrivarono anche a scrivere (con tanto di timbro) che NON potevo visionare la mia cartella clinica se non dietro specifica autorizzazione del Primario, cosa non solo inesatta ma da reato penale, questo mi fece solo capire che c’erano gravissime violazioni ed inesattezze al suo interno, e che prima avrebbero dovuto “sistemarla”. Non contenti tentarono l’ultima carta di una “relazione psicologica” un documento che riportava brandelli di frasi estrapolate dal contesto del concetto che esprimevo durante i pochi colloqui che ho loro concesso, e che concludeva con la mia necessità di psicoterapia a causa di “traumi infantili”, “scarsa integrazione di se stesso”, “non accettazione degli altri”, “difficoltà di relazione con le persone significative” ed altre amenità del genere, a firma di Dottor Luca Chianura, Dott Loredana Scarpelli e Dott Anna Maria Acocella, di stesso tono la relazione psichiatrica fatta dal loro psichiatra Dottor S. Longo.

Non di meno l’elaborato dei test che mi hanno obbligata a fare era dello stesso tono, l’MMPI2 in particolar modo.

Ripetuto l’MMPI2, eseguiti altri test e fatta una prima perizia medico legale tutto quanto asserito dal SAIFIP veniva sconfessato e mi veniva diagnosticato il disturbo di identità di genere (TRANSESSUALISMO PRIMARIO), seconda perizia da altro psichiatra a Genova confermava dia la mia sanità mentale che la diagnosi. Terza perizia psichiatrica che confermava diagnosi e sanità mentale.

C’è da chiedersi quanto si dovrebbe investigare sui soldi che girano, sul come vengono stanziati i fondi, sul perché di queste terapie “obbligatorie” e sul perché chi rifiuta di sottoporsi a psicoterapie prima ancora che si sia stabilito se ce ne sia bisogno o meno, e, soprattutto, si sia disposti a sottoporsi a pratiche che tutto sono tranne che pratiche mediche. La risposta è molto semplice, se mettessero la psicoterapia come facoltativa nessuno la farebbe, ma, peggio ancora, i famelici psicologi che lavorano in quell’ambito specifico perderebbero i loro stipendi, pagati con denaro del contribuente. A nulla sono servite lettere, denunce ed altro, l’Ordine degli Psicologi e Psicoterapeuti non vuol prendere atto delle violazioni sia della legge 1′80 che anche dello stesso regolamento dell’ordine, ed è il caso di dire che in Italia, i “feudi” sono di moda, ma soprattutto godono di una sorta di impunità e se dietro c’è un sostanzioso giro di denaro diventano davvero “intoccabili”. Il risultato è che, ancora una volta, chi ne paga le spese è la persona che deve subire questo trattamento imposto ed il contribuente che paga.

* MTF sta per Male To Female (da uomo si diventa donna)
* FTM sta per Female To Male ( da donna si diventa uomo)

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