La depressione post partum colpisce, secondo la letteratura scientifica, circa il 10% delle donne: in Italia ne soffrono da 50.000 a 75.000 neo mamme ogni anno, con un costo sociale valutato in circa 500 milioni di euro in 12 mesi.
E, oltre al disagio psicologico di chi ne soffre e alla sofferenza di chi vive vicino a chi ha questa malattia, ci sono anche casi di depressione post partum che sfociano in tragedia, l’ultimo quello di una giovane madre di Passo Corese che ha ucciso la propria bimba di sei mesi: la piccola è morta ieri dopo tre giorni di agonia. Per questo i ginecologi della Sigo propongono al ministro della Salute Ferruccio Fazio di applicare la procedura del Tso (trattamento sanitario obbligatorio) extraospedaliero per le donne affette da depressione post partum, a rischio di infanticidio.
Giorgio Vittori, presidente della società italiana di ginecologia e ostetricia e Antonio Picano, presidente dell`associazione Strade onlus e responsabile del progetto Rebecca per la prevenzione e il trattamento della depressione in gravidanza e nel puerperio, spiegano che si tratta di una procedura che consente di adottare limitazioni della libertà personale per ragioni di cura, all`interno dell`abitazione del paziente. Un`equipe specializzata potrebbe occuparsi continuativamente 24 ore su 24 delle donne con comportamenti potenzialmente omicidi, tutelando cosí in maniera efficace sia la madre che il figlio.
Ma quali sono i campanelli d`allarme di questa subdola malattia? Per gli specialisti al primo posto si trovano episodi di ansia o depressione durante la gravidanza o una storia personale o familiare di depressione (81%). A seguire, precedenti casi di depressione post partum (78%), isolamento o condizioni socioeconomiche svantaggiate (63%) e problemi con il partner (58%). I casi che richiederebbero un provvedimento di TSO extraospedaliero possono essere valutati, secondo Strade onlus, in circa 1.000 interventi per anno. “La donna affetta da depressione post partum non puó essere trattata come una qualsiasi criminale. L`impulso di eliminare il proprio figlio è purtroppo un sintomo tipico e ben conosciuto. Si tratta di una forza estranea alla volontà della persona contro la quale la donna depressa lotta strenuamente e di cui si vergogna profondamente. Non puó comunicare a nessuno i suoi pensieri, in particolare al marito, ma anche la mamma o la sorella vengono tenute all`oscuro di questo dramma”.

fonte aduc

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