Elena Kagan, che il presidente Barack Obama ha indicato quale candidata a giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, si è in passato opposta ad una legge federale per vietare il suicidio assistito.
Quando era consigliere legale dell’allora presidente Bill Clinton, Kagan era stata chiamata ad esprimersi sulla legge approvata in Oregon che aveva legalizzato l’assistenza medica al suicidio per i pazienti terminali con meno di sei mesi di vita. Da più parti si chiedeva una legge federale per cancellare quella statale e impedire che questa pratica fosse legalizzata altrove. Kagan, in un memo indirizzato al presidente, ha definito l’eventualità di una legge federale “una terribile idea”. Peraltro, un decennio dopo, la Corte Suprema le ha dato sostanzialmente ragione quando ha respinto una istanza di incostituzionalità della legge dell’Oregon presentata dall’Amministrazione di George W. Bush.
In un comunicato stampa, la Casa Bianca ha ribadito che la posizione di Kagan all’epoca non esprimeva un giudizio sulla pratica del suicidio assistito, ma sulla necessità di preservare il diritto dei singoli Stati di legiferare in materia di suicidio assistito.

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