Gli uffici dell’Unhcr (l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati) in Libia sono chiusi da mercoledi’, 2 giugno. Davanti alla palazzina in cui si trova la sede dell’Unhcr, sul lungomare appena fuori dal centro di Tripoli, non c’e’ piu’ la camionetta della polizia a guardia dell’edificio e sulle porte, sbarrate, e’ apparso un cartello con la scritta ‘chiuso’.
Al momento non sono state fornite informazioni sui motivi della chiusura ne’ sui tempi di riapertura dell’ufficio.
Sono sparite da circa una settimana anche le consuete file di immigrati clandestini in cerca di una ‘intervista’ per ottenere il documento che gli assegna lo status di ‘richiedenti asilo’.
Secondo quanto riferiscono alcuni funzionari locali dell’Onu, il nuovo coordinatore delle Nazioni Unite in Libia, Costanza Farina, accreditata solo lo scorso 1 giugno, si trova a Ginevra ‘per affrontare il caso Unhcr’ e rientrera’ a Tripoli domani.
Il direttore dell’Unhcr di Tripoli, Masi Abushanab, raggiunto telefonicamente, al momento non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

BOLDRINI (UNHCR), STIAMO CERCANDO CAPIRE
– ‘Confermo che l’ufficio dell’Unhcr di Tripoli e’ chiuso. Stiamo cercando di capire il motivo di questa decisione delle autorita’ libiche’: cosi’ Laura Boldrini, portavoce dell’Unhcr per l’Italia, Malta, Cipro, Grecia e Albania, conferma all’ANSA la notizia della chiusura dell’ufficio tripolino dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.
‘L’invito a chiudere l’ufficio libico e’ arrivata dal coordinatore del sistema delle nazioni Unite in Libia. Ora stiamo cercando di capire se ci sono motivi specifici dietro questa richiesta e se esistono margini di trattativa’.
‘Sono 19 anni che, pur con alcuni limiti, siamo in Libia, e ci siamo arrivati la prima volta dietro richiesta delle autorita’ libiche, anche se finora non abbiamo mai avuto un riconoscimento formale’. ‘Per noi e’ importante continuare a lavorare in Libia, il fenomeno dei richiedenti asilo e dei rifugiati c’e’ ed e’ in aumento, anche se le autorita’ libiche non lo riconoscono. Ora spero in un confronto produttivo, spero ci siano margini per negoziare’.

fonte aduc