Basta con politici e star dello spettacolo che promuovono il fenomeno droga lanciando messaggi fuorvianti. E’ quanto chiede il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, per la quale, “ancora oggi ci sono tanti esponenti del mondo della politica che pensano che il tema della legalizzazione delle droghe, e quindi di un approccio positivo al fenomeno, possa essere un elemento sul quale costruire campagne elettorali”. La Meloni punta anche il dito poi contro quegli “esponenti del mondo dello spettacolo che su questo hanno un approccio a dir poco superficiale”.
Per il ministro della Gioventu’, che ha parlato a margine della presentazione a Roma del libro ‘Storia moderna della droga’, di Fabio Bernabei, “rischiamo di fare sul tema della droga un dibattito molto scientifico e medico, che pure e’ importante, tralasciando di considerare quali sono gli elementi culturali che hanno portato ad una diffusione assolutamente incredibile della droga nella nostra societa’, e quali sono le responsabilita’ che il mondo della politica, dei media, che una certa parte del mondo dello spettacolo, e una serie di opinion maker hanno avuto nel favorire questo dilagare dell’uso delle droghe”.
Per la Meloni, quindi “la questione va affrontata prevalentemente sul piano culturale”. Per questo, spiega, “se vogliamo davvero porre un argine al fenomeno dell’uso di droghe, lo dobbiamo fare creando un’alleanza tra mondo della politica, dei media, e soprattutto una serie di ambienti legati al mondo giovanile, che devono essere chiamati a prendersi le loro responsabilita'”.
Di fronte alle difficolta’, tutte italiane, di costruire alleanze trasversali tra forze politiche diverse la Meloni replica: “nella politica delle altre grandi nazioni occidentali ci sono dei terreni franchi sui quali si sceglie di anteporre gli interessi complessivi di una nazione a quelli di parte e di partito. E’ quello che noi purtroppo non siamo ancora in grado di fare in Italia, ma i piu’ volenterosi tra noi continuano a provarci”.
Il ministro della Gioventu’ riconosce pero’ che rispetto all’atteggiamento del mondo dei media e della cultura nei confronti del fenomeno droga, “qualcosa, nel mondo occidentale, negli ultimi anni e’ cambiato”.
Il ministro ricorda le “scuse” fatte dal quotidiano britannico ‘Independent’ ai propri lettori, dopo avere fatto per anni una campagna battente per la legalizzazione delle droghe leggere che “era stata drammatica e aveva contribuito ad allargare il fenomeno”. La Meloni ricorda anche “la vicenda di Morgan” sulla quale pero’ dice “una volta tanto c’e’ stata una reazione importante da parte della societa’. Il problema non era e non e’ che Morgan facesse uso di cocaina o crack, ma che potesse essere considerato normale fare l’apologia dell’uso di queste sostanze”.
Quindi, ribadisce “attenzione a dare una serie di messaggi fuorvianti e patetici che ci hanno di fatto consegnato una societa’ nella quale, ieri, la droga era qualcosa che riguardava chi stava ai margini della societa’, mentre oggi e’ divenuta uno strumento di socializzazione”.
Il ministro della Gioventu’, rispetto al ruolo che puo’ avere la televisione nei confronti dei giovani, lamenta: “anche sul servizio pubblico, non c’e’ piu’ fiction o film generazionalmente validi, nei quali non ci sia qualcuno che fa uso di canne”. Eppure, conclude, “l’elemento di ribellismo e di rottura nell’uso di droghe non c’e’ piu’. Questa e’ una societa’ dove ci sono partiti politici che fanno campagna elettorale distribuendo cartine e filtri per rollare le canne: mi dite che cosa c’e’ di rottura rispetto alla generazione dei padri? E’ molto piu’ ribelle, oggi, non fumarseli gli spinelli”.

fonte aduc

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