Caja Sonora, la musica del cuore

Corrono le note per raccontare messaggi socialmente forti e di denuncia.
La luci della città sembrano distanti… siamo in un altro mondo… le melodie sono allegre e malinconiche allo stesso tempo ed io immagino… immagino un paesaggio quasi crepuscolare ed un gruppo di persone che si riuniscono tra i vicoli di una vecchia città… la sera scende, non c’è vento che accarezza i rami delle due querce fuori dal Bellavista… qui si fa arte… l’arte della musica, quasi furtivamente tra nota e nota, per rischiare il suono di una melodia che conosce i colori di culture diverse..
Mi sento libero… musica, solo musica, nient’altro che musica… Caja Sonora, mi stanno facendo perdere nelle immagini e nei sogni… io bambino tra i sospiri delle note che cerco di capire cosa accade nel mondo… io bambino che scopro che la mia terra, la mia casa, la mia nostalgia… sono in ogni luogo dove troverò una famiglia…
Ritornerò per andare… e poi andrò per ritornare… in una vita vissuta “romanticamente” e non più assediata da inutili rumori…

Sono in gamba i ragazzi della band. Suonano e cantano con il cuore e l’anima… seguiteli ed inseguiteli e se dalle vostre parti c’è un concerto non lasciatevelo scappare, vale veramente la pena sentirli suonare. Non sono ancora stati contaminati dal grande successo ed è un’esperienza “musicalmente mistica” ascoltarli dal vivo, dove decisamente danno il meglio. La tradizione ispanica si fonde sapientemente con la musica popolare, con le sonorità ska-reggae… ma si sentono anche le influenze della musica messicana e di quella argentina… il tutto condito con un pizzico di musica balcanica…
La band è così composta: Antonio Ruiz la voce, malinconico ed affascinante valenciano e proprio come la sua città anch’egli è un porto dove i sentimenti approdano ma anche dal quale partano… si sente il profumo del mare nella sua voce… Alessandro Paci il batterista, pescarese con il cuore ispanico e l’anima da “guerrigliero”. Raffaello Zappalorto il bassista, bravo ed essenziale e anche se ad un primo colpo d’occhio non sembra, è un “segreto sognatore”, uno di quelli che non parla troppo ed è geloso dei suoi sogni… Alessandro Eij Nosenzo alla chitarra, il “gitano pescarese”… suona con la forza e la passione della strada, dei quartieri malfamati, quelli dai quali sembra non esserci mai riscatto… Marco Di Blasio fisarmonicista, un “bambino romantico” che suona per amore, solo per amore… e sembra veramente fare l’amore con la sua fisarmonica… quando ha il suo strumento tra le mani, non sta suonando ma accarezzando una donna, perdutamente innamorato… felicemente sconfitto ed appagato… Jorge Ro il giovanissimo trombettista… bravissimo ed intenso… in lui c’è tutta la forza e il coraggio del popolo argentino… c’è tutto il dolore e la gioia della sua terra d’origine…

La Caia Sonora, sono “cittadini del mondo”, che mi è piaciuto intervistare… Un’intervista tra bicchieri di vino e libertà… vi confesso che mi sono innamorato di questo gruppo, della musica che fanno, dei testi delle canzoni e dell’umanità di ogni componente… un’intervista in un luogo a me caro, come il Bellavista…  ma l’intervista è un’altra storia… una storia che vi racconterò prossimamente…