‘State attenti a cio’ che scrivete nella vostra corrispondenza con amici via web, se le vostre chiacchiere a cuor leggero, finiscono sulla stampa possono diventare reato. Per questo sono stato condannato, insieme ad altri, ovviamente, per diffamazione nei confronti del sindaco Alemanno in merito alla vicenda dello stupro avvenuto il 16 aprile 2008 a La Storta ai danni di una ragazza del Lesotho’.
Lo dichiara il Consigliere regionale del Lazio Pd Mario Di Carlo che annuncia: ‘ricorrero’ in appello’.
‘La sentenza stabilisce di fatto che una conversazione privata tra amici nella quale si sottolineavano le strane coincidenza del caso e’ penalmente rilevante tanto da portare ad una condanna. E’ un principio aberrante – sottolinea Di Carlo – perche’ mette in discussione le fondamenta stesse dello Stato di diritto in Italia. In base a questo sentenza infatti da oggi sarebbe penalmente perseguibile qualunque discussione al bar, perche’ di questo si trattava, con la sola differenza che il bar era internet, e le chiacchiere erano e-mail. Praticamente siamo tornati ai tempi dei manifesti che dicevano ‘Taci il nemico ti ascolta’. E’ un precedente gravissimo – spiega – e dunque ricorrero’ in appello. Esprimere opinioni via web , per quanto discutibili, non puo’ essere reato altrimenti lo e’ qualunque discussione in ogni dove’.

fonte aduc

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