Se in Italia il Governo ha cercato di impedire l’introduzione della pillola abortiva Ru486, e ora cerca di imporre alle regioni l’obbligo di ricovero ordinario di tre giorni per le donne che abortiscono senza intervento chirurgico, negli Usa si somministra addirittura in videoconferenza. Accade in Ohio, dove alcune cliniche mettono a disposizione personale infermieristico in loco, ma il medico appare nello schermo e controlla la somministrazione attraverso una telecamera.
La somministrazione della pillola abortiva fuori dal ricovero ospedaliero è ormai prassi in quasi tutta l’Europa. Si tratta infatti di ingerire pillole. In caso di effetti avversi, rari, ci si reca in ospedale o al pronto soccorso. Ma la somministrazione con personale medico in videoconferenza, seppur con la presenza accanto alla paziente di personale infermieristico specializzato, non era mai stata provata prima.
Come riferisce oggi il quotidiano New York Times, non mancano le polemiche da parte degli antiabortisti, che hanno già fatto causa alle cliniche. La legge infatti prescrive che il farmaco sia somministrato sotto il controllo di un medico, e non è chiaro se il metodo della “telemedicina” possa essere ritenuto tale.
La “telemedicina” è uno strumento sempre più utilizzato per abbassare i costi sanitari e permettere a zone isolate di avere a disposizione un medico 24 ore su 24 piuttosto che solo uno o due giorni la settimana. Al contempo permette ai medici di famiglia di consultarsi in tempo reale con medici specialisti in tutto il mondo in presenza del paziente da esaminare.

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