L’Italia il 9 giugno ha accettato, a Ginevra, la stragrande maggioranza delle 92 raccomandazioni formulate dall’Onu in febbraio dopo il primo esame della situazione dei diritti umani nel Paese, ma ne ha respinte dodici, tra cui quelle che chiedevano di rivedere il cosiddetto ‘pacchetto sicurezza’ e di depenalizzare l’entrata ed il soggiorno irregolare degli immigrati ‘clandestini’.
L’Italia vuole in primo luogo lottare contro il traffico di esseri umani e il crimine organizzato, ha spiegato l’ambasciatore d’Italia presso le Nazioni Unite Laura Mirachian, presentando stamani le risposte dell’Italia al Consiglio dell’Onu per i diritti umani.
La situazione in Italia sul fronte dell’immigrazione non e’ perfetta, ma migliora ed ‘il governo italiano e’ impegnato a difendere i diritti umani di tutti i migranti’, ha aggiunto, ricordando che in un recente passato l’Italia era un paese di forte emigrazione. I rappresentanti dei 47 Paesi membri del Consiglio – riuniti in sessione – hanno quindi approvato il rapporto sull’Italia senza opposizione.
Per l’Italia – sotto esame dallo scorso 9 febbraio – le raccomandazioni finali esortavano tra l’altro il Paese ad accrescere la lotta alla discriminazione e al razzismo, in particolare nei confronti dei Rom (accettata) e a dotare il Paese di un’istituzione nazionale indipendente sui diritti umani (accettata, ma non la scadenza di ‘entro il 2010′).
Nelle risposte, l’Italia accetta inoltre le raccomandazioni sull’indipendenza e la pluralita’ dei mass media ma respinge la domanda – formulata dall’Iran – di rafforzare l’indipendenza della giustizia, spiegando che l’indipendenza del potere giudiziario e’ ‘garantita dalla costituzione’. L’Italia non accetta inoltre di aderire alla Convenzione internazionale sui migranti, sottolineando che la legislazione italiana gia’ garantisce molte delle disposizione previste. L’Italia si e’ detta inoltre determinata ‘a promuovere i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali e a lottare contro la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale’, cosi’ come contro il sovrappopolamento delle prigioni, si legge nel documento presentato. Intervenute oggi nel dibattito, alcune organizzazioni non governative come Reporter senza frontiere hanno criticato la legge sulle intercettazioni. Inoltre, come gia’ in febbraio, la situazione dei rom, la lotta al razzismo e la politica di immigrati sono emerse negli interventi di alcuni Paesi. Gli Stati Uniti hanno cosi’ rinnovato la raccomandazione all’Italia di garantire i diritti delle minoranze ed hanno esortato il Paese a fare in modo che la gestione dell’immigrazione illegale sia conforme agli obblighi internazionali.
L’odierna approvazione del documento conclude il primo Esame periodico universale sulla situazione dei diritti umani in Italia, scrutinio cui sono sottoposti a turno tutti i Paesi membri dell’Onu.

Amnesty International considera “molto deludente” il rifiuto, da parte dell’Italia, di accogliere alcune raccomandazioni importanti fatte nel corso della Revisione Universale sui diritti umani delle Nazioni Unite, come quella di introdurre il reato di tortura nel Codice penale e quella di eliminare gli articoli del cosiddetto ‘pacchetto sicurezza’ che criminalizzano l’ingresso e la permanenza irregolari nel territorio italiano.
L’organizzazione umanitaria ha invece apprezzato la scelta dell’Italia di impegnarsi ad accogliere altre raccomandazioni, tra cui quelle relative alle misure contro il razzismo e la discriminazione nei confronti di migranti, richiedenti asilo e minoranze, inclusi i rom e i sinti. In particolare – si sottolinea – e’ positivo il fatto che il governo abbia accettato di impegnarsi a garantire il rispetto del diritto internazionale in relazione agli sgomberi forzati e al non respingimento dei richiedenti asilo soccorsi in mare, su cui Amnesty International ha espresso da tempo le proprie preoccupazioni.
“Raccomandiamo all’Italia di rivedere la sua posizione sulle raccomandazioni rifiutate e di attuare pienamente e in tempi rapidi gli impegni presi” conclude Amnesty.

‘Discriminazione razziale, respingimenti e liberta’ d’espressione sono le maggiori carenze italiane in materia di diritti umani: su questi punti le risposte italiane non sono convincenti’: lo afferma Mario Lana, presidente dell’Unione forense per la tutela dei diritti dell’uomo, che e’ intervenuta a Ginevra nell’ambito della sessione finale della Revisione Universale Periodica che ogni quattro anni valuta i progressi compiuti da ciascuno dei 192 paesi dell’Onu.
‘Nell’ambito dell’Upr sono state fatte 92 raccomandazioni all’Italia e a molte di esse l’Italia non ha dato sufficienti risposte. In particolare, il Governo ha omesso di dare spiegazioni in merito alle politiche razziste e xenofobe messe in atto negli ultimi anni, come quelle relative alla criminalizzazione degli immigrati irregolari e delle minoranze Rom’. ‘Un altro punto dolente e’ quello dei respingimenti in mare, tanto piu’ che il governo libico ha proprio recentemente chiuso l’ufficio dell’Onu che si occupa di profughi e rifugiati. E’ chiaro, ormai, che la Libia non intende rispettare i piu’ elementari diritti umani e che le persone che sono respinte in quel paese sono a serissimo rischio di tortura e trattamenti disumani e degradanti’.
‘Infine, la terza area di preoccupazione riguarda le crescenti restrizioni della liberta’ d’espressione e d’informazione, come dimostrano le recentissime dichiarazioni del Premier italiano in merito alla sospensione del contratto di servizio con la televisione pubblica se questa non assume un atteggiamento piu’ ‘morbido’ nei confronti del Governo. Anche la nuova proposta di legge sulle intercettazioni – conclude Lana – prevede, inoltre, pesantissime e inaccettabili sanzioni nei confronti di giornalisti ed editori’.

fonte aduc

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