L’iter registrativo per l’ingresso sul mercato italiano della pillola dei 5 giorni dopo non si trasformera’ in un nuovo ‘caso Ru4896′. Ne e’ convinto il presidente dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), Sergio Pecorelli, oggi in Regione Lombardia a Milano per presentare una campagna di offerta del vaccino anti-Papillomavirus a ‘prezzo sociale’ alle ragazze dai 13 ai 26 anni.
Sul contraccettivo di emergenza che, a differenza della classica pillola del giorno dopo, funziona fino al quinto giorno successivo a un rapporto sessuale non protetto, “non ci aspettiamo strumentalizzazioni” di natura etico-politica. “L’esperienza fatta con la Ru486 ha giocato un ruolo molto importante”, spiega Pecorelli ai giornalisti, a margine dell’incontro promosso da Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna) e dall’assessorato lombardo alla Sanita’. Quindi, precisa il numero uno dell’Aifa, sulla pillola dei 5 giorni dopo “mi aspetto che ci sara’ un percorso molto lineare da parte di tutti gli organi competenti”.
Ogni decisione dell’Aifa su questo prodotto, aveva annunciato in maggio il ministro della Salute Ferruccio Fazio, resta sospesa in attesa di acquisire un parere tecnico del Consiglio superiore di sanita’ (Css). (segue)
“Il compito dell’Aifa e’ quello di lavorare sull’aspetto regolatorio dei farmaci”, tiene a puntualizzarePecorelli. Sulla pillola dei 5 giorni dopo “il ministro Fazio ha giustamente deciso di avvalersi del suo organo tecnico”, osserva il presidente dell’Agenzia. “Non sappiamo quando il parere del Css arrivera'”. Ma quando sara’ disponibile, “cosi’ come e’ avvenuto per la pillola Ru486, magari con un percorso un po’ piu’ lungo, costituira’ un parere preliminare rispetto alla discussione in seno all’Aifa”. Un dibattito che avverra’ secondo i criteri di “indipendenza” cui l’ente e’ chiamato ad attenersi.
“Da ginecologo – continua Pecorelli, ordinario di Clinica ostetrica e ginecologia all’universita’ di Brescia – comprendo bene che la pillola dei 5 giorni dopo non e’ paragonabile a una pillola anticoncezionale (farmaco che previene l’ovulazione)”. Piuttosto, il nuovo medicinale “fa parte dei farmaci ormonali che mirano al controllo del concepimento. Dunque capisco bene che una cosa e’ prevenire l’ovulazione, un’altra e’ prevenire l’impianto in utero di un ovulo fecondato”. Ecco perche’ Fazio ha chiesto al Css un parere sulla “compatibilita’ del farmaco con la normativa vigente”, aveva spiegato il ministro.
Quanto alla Ru486, Pecorelli dice di non essere ancora in possesso di dati sull’impiego del farmaco dopo il suo arrivo sul mercato. “Domani si riunira’ il Cda e puo’ darsi che vengano portati dei numeri”, anticipa. Ma il compito dell’Aifa non e’ tanto quello di valutare le dimensioni del ricorso all’aborto farmacologico, perche’ questo “e’ compito del Parlamento”. L’Agenzia deve invece “fare farmacovigilanza”, monitorando eventuali eventi indesiderati. E sul fronte effetti collaterali, per ora “non abbiamo avuto alcun alert'”, conclude il presidente.

fonte aduc

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