I migranti presenti in Italia si recano in ospedale per curare traumi, infezioni sessualmente trasmissibili e, nel caso delle donne, per motivi legati al parto. E’ quanto emerge dal progetto ‘Migrazione e Salute – Migrazione: sistema di accoglienza verso la popolazione immigrata dei servizi sanitari e verifica dell’osservanza del diritto alla salute di queste popolazioni’, promosso e finanziato dal Ministero della Salute e con responsabilita’ scientifica e di coordinamento dell’Istituto Superiore di Sanita’.
Nei maschi, le cause piu’ frequenti di ospedalizzazione in regime ordinario sono le fratture e i traumatismi, l’appendicite acuta e le bronchiti tra gli immigrati provenienti dai Paesi a forte pressione migratoria (Pfpm), mentre tra cittadini provenienti da Paesi a sviluppo avanzato (Psa), ci sono le patologie cardiache: insufficienza, infarto e aritmie. Tra i ricoveri in Day-hospital prevalgono in entrambi i gruppi gli accessi per chemioterapia, seguiti dalle patologie croniche (come il diabete mellito) e le malattie infettive.
Tra le donne, la causa piu’ frequente di ricovero e’ il parto, tra le immigrate provenienti da Pfpm, mentre tra le Psa predominano le patologie croniche, legate all’insufficienza cardiaca e all’artrosi. In Day-hospital, l’interruzione volontaria di gravidanza per le donne immigrate da Pfpm, e’ il 41% di tutti gli accessi (a fronte del 4% tra le donne dei Psa) e le donne provenienti da Pfpm che partoriscono in Italia sono piu’ a rischio di avere un accesso ritardato alle cure rispetto a quelle dei Paesi sviluppati. Si e’ poi registrato tra i migranti un incremento delle malattie sessualmente trasmissibili. La proporzione annua tra gli stranieri e’ passata dal 10% fino al 1994 al 35% del 2008.

fonte aduc

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