Le donne della Cgil di Roma e del Lazio parteciperanno domani mattina alle ore 9.30 al presidio davanti alla Regione Lazio, insieme agli operatori sanitari, alle donne delle associazioni, dei partiti, della societa’ civile per chiedere di rispettare la legge 194 e rendere esigibile il diritto delle donne di scegliere, nell’ambito del rapporto con il proprio medico, se utilizzare la RU486. Lo sostiene in una nota Claudia Bella, responsabile del Coordinamento Donne della Cgil regionale. “La Giunta Polverini – spiega Bella – ha di fatto bloccato questa possibilita’ in attesa di individuare gli ospedali “autorizzati” e i posti letto dedicati: argomenti cavillosi dal momento che ogni struttura ospedaliera in cui gia’ vengono praticate le interruzioni di gravidanza e’ idonea a praticare anche questa modalita’. “Ci sembra – conclude – che la burocrazia venga in questo caso usata come strumento contro le donne, per rendere ancora piu’ difficile una scelta gia’ di per se’ drammatica”.

“Aderisco con profonda convinzione al presidio convocato domattina dall’associazione Vita di Donna, per protestare contro l’illegittima interruzione della distribuzione e utilizzazione della pillola ‘Ru486’, provocata dalle linee guida della Ru486”. Lo ha affermato, in una nota, Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori.
“L’atteggiamento della giunta Polverini verso la ‘Ru486′ e’ infatti pienamente esemplificativo della natura politica e culturale di questo centrodestra – ha aggiunto Rodano – Nella nostra regione l’aborto farmacologico e’ oggetto di un ostruzionismo ingiustificato, al punto che tuttora non e’ dato sapere dove e quando la pillola verra’ somministrata. Con la cavillosa scusa di verificare quali strutture siano idonee alla somministrazione della pillola Ru486, le linee guida della giunta Polverini ne rinviano ‘sine die’ la distribuzione”.

“La decisione della giunta Regionale del Lazio sulle linee guida, relative alla somministrazione della ‘RU486’ negli ospedali, con obbligo di ricovero ordinario, rappresenta un modo per, sostanzialmente, boicottare l’utilizzo della ‘RU486′, ma come prima cosa non consentire una libera scelta della donna nel ricorso all’interruzione di gravidanza per via farmacologica”. Lo ha affermato l’associazione Coscioni, che aderisce al presidio, preannunciato dall’associazione ‘Vita di Donna’, che si terra’ domani sotto la sede della giunta della Regione Lazio.

fonte aduc

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