Taglio illegale. Hezbollah, Israele e Stati Uniti, nelle foreste del Congo

Il caso è scoppiato quando è venuto alla luce che il  governo congolese ha assegnato lo scorso marzo lucrose concessioni forestali a una impresa controllata da un faccendiere libanese accusato di operare a copertura di Hezbollah. Le concessioni rilasciate dal Ministero dell’Ambiente del Congo nel 2011 alla Trans-M prevedono la cessione di centinaia di migliaia di ettari di foresta pluviale per 25 anni, al centro di quello che è considerato il secondo polmone tropicale dopo la foresta amazzonica.  Le concessioni sono in grado di fruttare introiti per centinaia di milioni di dollari per oltre 25 anni.

La Trans-M è controllata dal faccendiere Ahmed Tajideen (che figura come Tajeddine nella documentazione del Ministero del Tesoro statunitense), e gestisce anche un’altra impresa, la Congo Futur, che secondo il governo statunitense sarebbe una copertura dei flussi finanziari degli Hezbollah. La Congo Futur vanta di possedere segherie. Nel 2010, Dipartimento del Tesoro statunitense messo la Congo Futur sotto sanzioni mirate, sostenendo che l’impresa facess parte di una rete controllata dai tre fratelli Tajideen, Kassim, Husayn e Ali, e che generava generati “milioni di dollari in finanziamenti” per Hezbollah.

Le sanzioni bloccano i trasferimenti di dollari al gruppo, per contrastare l’aumento dell’attività commerciale di Hezbollah in Africa. Hezbollah ha negato le accuse statunitensi di riciclaggio di denaro e di commercio internazionale di stupefacenti.

Ahmed Tajideen, che da parte sua  non è soggetto a sanzioni, sostiene che i suoi fratelli non svolgono alcun ruolo in Congo Futur o nella Trans-M e che le imprese non sono direttamente o indirettamente collegate a Hezbollah, e non hanno neppure relazioni fra loro. “Io sono l’azionista di maggioranza di entrambe le società – ha detto Tajideen alla  Reuters – Ho creato queste due imprese in modo indipendenteme l’una dall’altra, e i miei fratelli non hanno nulla a che vedere con queste aziende”. Ma nel sito dell’autorità congolese di investimento ANAPI, la Trans-M, sarebbe una controllata della Congo Futur.

Leopold Kalala Ndjibu-Kalema, consigliere giuridico al Ministero dell’Ambiente del Congo, ha dichiarato che non vi è “alcuna prova concreta” che Trans-M sia coinvolta in attività di Hezbollah e ha insistito sul fatto che concessioni rilasciatele non hanno alcuna relazione alla Congo Futur.

L’interesse statunitense verso la famiglia Tajideen risale al nel 2003, quando la polizia belga ha perquisito gli uffici di Anversa di una impresa gestita da Kassim Tajideen e accusata di “riciclaggio di denaro su vasta scala, di frode fiscale, e di commercio di diamanti di origine dubbia”.
La famiglia Tajideen opera nel settore immobiliare, nell’esportazione di diamanti, gestisce supermercati e imprese di trasformazione alimentare in Angola, Gambia e Sierra Leone e Congo.
Secondo il Tesoro statunitense, Ali Tajideen sarebbe un ex comandante di Hezbollah in Libano.
Anche Israele ha anche espresso preoccupazione per la crescita degli interessi finanziari di Hezbollah in Africa. Ma secondo la  Reuters, anche potenti uomini d’affari israeliani godono di ottimi rapporti con il presidente Kabila, tanto per fare un nome, Dan Gertler, un ricco mercante di diamanti che controlla miniere numerosi e altri interessi in Congo, e gestisce una ampia rete di imprese off-shore.