Evitare che “disagi e tensioni” nei rapporti tra le minoranze di Rom e Sinti presenti in Italia e una parte della popolazione “si traducano in una lacerazione della coesione sociale del nostro Paese”: bisogna richiamare “tutti al rispetto della legalità e dei principi di convivenza civile”, mettendo in evidenza anche i “comportamenti virtuosi ed efficaci” che queste popolazioni hanno. Per riuscire a costruire “valide strategie di inclusione”. E’ il richiamo di cui si fa interprete il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato in occasione del convegno internazionale su ‘La condizione giuridica di Rom e Sinti in Italia’, promosso dall’Università degli studi Milano – Bicocca.
“Le condizioni di vita di queste minoranze appaiono difficili sotto molti aspetti concreti. N‚ possiamo nasconderci le tensioni che possono nascere tra queste minoranze e una parte della popolazione dovute a dissonanze negli stili di vita, prima ancora che a problemi di ordine pubblico.
Occorre evitare che tali disagi e tensioni si traducano in una lacerazione della coesione sociale del nostro Paese, richiamando tutti al rispetto della legalità e dei principi di convivenza civile”.
“È importante a tal fine che nelle vostre analisi siano messi in luce non solo errori e carenze da parte dei poteri pubblici, ma anche provvedimenti positivi da essi adottati e buone pratiche, in particolare comportamenti virtuosi ed efficaci messi in atto da associazioni Rom e Sinti.
Ed è bene dare voce, anche come segnale di reciproco rispetto, ad esponenti delle minoranze per meglio comprendere quali siano le esigenze reali e le proposte di queste comunità, cosí come è opportuno fare tesoro di esperienze maturate in altri contesti, di suggerimenti e richiami che provengono da organismi internazionali”.
“Queste analisi possono offrire al Parlamento, al Governo, alle amministrazioni locali, elementi di conoscenza utili per affrontare quello che si presenta come un nodo cruciale della coesione sociale non solo nel nostro ma anche in altri paesi europei: un compito molto arduo, da affrontare con equilibrio e competenza, per costruire valide strategie di inclusione”.

fonte aduc