Le distrazioni alla guida rimangono tra le prime cause degli incidenti in Italia

Le distrazioni alla guida sono state anche l’anno scorso tra le prime cause di incidenti stradali nel nostro Paese. I più recenti dati ACI-ISTAT sui sinistri in Italia indicano che nel 2011 le distrazioni dei conducenti hanno causato 25.782 incidenti, circa il 20% del totale.
Diverse sono le tipologie di comportamento distratto alla guida: distrazione visiva (quando si distoglie lo sguardo dalla strada), distrazione cognitiva (se si pensa ad altro mentre si guida), e distrazione manuale (quando si tolgono le mani dal volante). Moltissimi sono gli automobilisti italiani che ammettono di telefonare o inviare sms dal cellulare mentre sono in auto, il che equivale all’impegnare una mano se non due, a non guardare la strada per piccoli ma ripetuti intervalli di tempo e, chiaramente, ad impegnare la mente in altro.
Come limitare le distrazioni alla guida? Il consiglio degli esperti è quello di escludere l’uso di tutti i dispositivi elettronici, navigatori satellitari compresi, controllando l’itinerario da percorrere prima di mettersi alla guida. Lo stesso suggerimento vale per la scelta del canale radio da ascoltare, da effettuare all’inizio del tragitto. Sono anche da evitare azioni come mangiare o bere.
Ogni piccola fonte di distrazione può causare incidenti stradali gravi e anche mortali, come nell’incidente avvenuto a Caorle (Venezia) nel 2011 il cui processo si è concluso nei giorni scorsi. Il gip di Venezia ha ammesso la richiesta di patteggiamento presentata dai legali di S.P., l’automobilista di Caorle che il 28 febbraio 2011 investì e uccise lungo la provinciale 54 di Caorle Livio Montino, 86 anni, agricoltore in pensione nato e cresciuto nella cittadina marinara. Subito dopo l’incidente i familiari dell’anziano si sono rivolti alla Giesse – Gestione Sinistri di Portogruaro, società specializzata in risarcimento danni e responsabilità civile che già nei mesi scorsi, prima della conclusione del procedimento penale, ha definito tutte le pratiche relative al risarcimento.

«Nonostante l’evidente distrazione dell’automobilista – spiegano Bruno Marusso e Ketty Tesolin, responsabili di Giesse Portogruaro – la compagnia assicuratrice ha tentato di addurre un concorso di colpa sostenendo che, nel momento in cui venne investito, il povero Montino stesse attraversando la strada al di fuori dalle strisce pedonali. Ciò nonostante, siamo riusciti a gestire in tempi brevi l’aspetto risarcitorio, dimostrando che il pedone venne travolto a bordo strada a causa di una banale – quanto tragica – distrazione».