Spagna: disabili in piazza. Il cuore della Spagna torna a battere forte

In Spagna i disabili e le loro famiglie sono scese in piazza. Oltre 50 mila persone hanno protestato contro i tagli del Governo. E’ stato incredibile vedere questa folla protestare per le vie di Madrid. Segno che la Spagna non vuole arrendersi e fa sentire forte la sua voce.

Sono circa 4 milioni i disabili in Spagna. Cayo Luis Perez, presidente del Comitato Spagnolo dei disabili (CERMI) ha dichiarato: “Per la prima volta siamo scesi in piazza per far sapere ai politici che siamo sul serio sull’orlo del collasso”

E’ chiaro che non possono essere i disabili e le loro famiglie, molto vulnerabili nella società, a pagare per questa crisi devastante che sta piegando la mia bellissima patria: la Spagna.

E’ necessario che questo governo, nell’ambito dei diritti umani, non faccia dei passi indietro, affinché si possa sempre garantire l’inserimento, l’autonomia e l’auto-determinazione delle persone disabili. E’ una questione molto importante e non si può superare la crisi sulla pelle dei più deboli. NON è democrazia.

E’ stata una mattina fredda a Madrid, mentre il fiume di persone scorreva lungo le vie. Una mattina fredda riscaldata dai cuori dei manifestanti. Un ragazzo disabile mi ha detto: “Per venire a Madrid ho speso tanto per le mie possibilità, ma volevo esserci, insieme a tanti altri, per far riflettere il Governo, che noi esistiamo e che non può tagliare soldi e diritti proprio a noi. Abbiamo già poco, che non ci tolgano quel poco che abbiamo!”. Un’altra ragazza disabile mi ha detto: “Ho dei seri problemi economici, e non riesco a comprare tutte le medicine necessarie per la mia malattia. Devo abbandonare ogni cura e lasciarmi morire? E’ questo quello che vogliono? Devo lottare contro la mia malattia e lottare contro il Governo?”.

La Spagna vive una crisi terrificante, ma certe scelte politiche sono socialmente crudeli. Noi spagnoli non ci arrenderemo. Il nostro cuore batterà sempre fortissimo e ci opporremo sempre a certe scelte,  per NON essere schiavi di decisioni che non tengono conto delle reali esigenze di un popolo, ma che servono solo a far arricchire ancora di più le Banche.