La Libia non è piú lo Stato canaglia di solo pochi anni fa, quando veniva accusata di promuovere azioni terroristiche contro l’Occidente. Oggi, Tripoli è un alleato chiave dell’Unione europea nella lotta all’immigrazione e un partner strategico per le sue riserve di petrolio e gas. A sostenerlo è l’emittente britannica Bbc, sottolineando la freddezza con cui l’Ue ha accolto la notizia della chiusura dell’ufficio dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) a Tripoli. Una decisione incresciosa per Bruxelles, ma comunque comprensibile
“Nel Paese si teme che la presenza dell’Unhcr possa attirare in Libia sempre piú immigrati – ha detto alla Bbc l’ambasciatore dell’Ue accreditato in Libia, Adrianus Koetsenruijter – e che questo possa poi causare maggiori problemi all’interno del Paese”. Tuttavia, ha aggiunto l’ambasciatore, l’Ue auspica che l’agenzia Onu possa tornare presto ad operare nel Paese.
Di fatto, scrive la Bbc, pochi giorni dopo la chiusura dell’ufficio Onu, l’Unione europea ha firmato con Tripoli un patto di cooperazione finanziaria e tecnica da 40,5 milioni di euro, a cui seguirà un accordo piú corposo entro la fine dell’anno. Questo dimostra, continua l’emittente britannica, come oggi le capitali europee ritengano il colonnello Muammar Gheddafi non solo un alleato chiave nella lotta contro l’immigrazione illegale proveniente dall’Africa, ma anche un partner strategico per le sue riserve di petrolio e gas, a fronte di un mercato, quello libico, ricco di opportunità per gli investitori stranieri.
Sul fronte immigrazione, l’Ambasciatore Ue non ha risparmiato elogi all’azione condotta dalle autorità libiche contro l’immigrazione illegale, sottolineando come il numero di sbarchi in Italia e Malta sia “ora quasi pari a zero”. L’accordo siglato nei giorni scorsi dall’Ue con Tripoli prevede anche finanziamenti per il rafforzamento dei controlli alla frontiera.

fonte aduc

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