Marcello Dell’Utri, il senatore del PDL, amico, collaboratore stretto e fondatore insieme a Berlusconi di Forza Italia, è stato condannato dalla Corte di appello di Palermo a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa per fatti commessi prima del 1992. In primo grado Dell’Utri era stato condannato a 9 anni.

Dell’Utri da dichiarato in merito alla condanna: “Sentenza pilatesca” ed ha aggiunto che si sente “molto fiducioso” sul fatto che la Cassazione possa ribaltare il verdetto di condanna nei suoi confronti per concorso esterno in associazione mafiosa.

“Non solo il Paese deve subire la classica distorsione delle notizie da parte di Minzolini e compagnia, ma deve pure continuare a subire i deliri di un acclarato collaboratore di mafiosi“. E’ il commento di Sonia Alfano, europarlamentare di Italia dei Valori e Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia, alle dichiarazioni del senatore Dell’Utri dopo la sentenza della Corte d’appello di Palermo al processo che lo vede imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. “Dell’Utri parla di contentino alla procura di Palermo ma non approfondisce il suo pensiero, ci spieghi nel merito a cosa si riferisce o la smetta di fare illazioni. Inoltre -sottolinea la Alfano- dato che continua ad appellare Mangano quale eroe, e come dimostrato dalla condanna emessa nei suoi confronti lo emula con successo, speriamo subisca lo stesso destino e si ritrovi presto dietro le sbarre, ambiente sicuramente maggiormente congeniale al suo pensiero filo-mafioso. Lui consiglia di rileggere ‘I fratelli Karamazov‘? Io consiglio a lui e ai suoi festanti colleghi di partito di rileggere Sciascia -conclude- per capire la differenza tra uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraquà“.

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