L’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa lancia l’allarme sull’uso degli accordi di riammissione, come quello firmato tra Italia e Libia, come meccanismo per gestire il flusso di immigrati irregolari.
In un rapporto approvato ieri all’unanimita’, l’assemblea chiede agli Stati membri dell’organizzazione, ma anche all’Unione Europa, di negoziare e applicare questi accordi solo con i Paesi che rispettino tutti i diritti umani e abbiano un sistema di richiesta di asilo funzionante.
Gli accordi devono inoltre contenere appropriate garanzie per coloro che vengono rinviati in questi Paesi. Nel rapporto, nella parte esplicativa, che non costituisce un testo vincolante, la parlamentare olandese Tineke Strik, che ha scritto il documento, esprime ‘forti dubbi sul fatto che l’Italia stia rispettando i suoi doveri prescritti dalle leggi internazionali rinviando migranti in Libia’. Di conseguenza chiede al governo di fermare queste operazioni e di esaminare con attenzione l’accordo, anche perche’, viene sottolineato, la Libia non e’ tra i Paesi firmatari della Convenzione di Ginevra che assicura la protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati.
A difesa dell’operato del governo italiano e’ intervenuto il senatore Giacomo Santini, che ha ricordato tra l’altro come l’Italia si trovi da sola ad affrontare il problema dei flussi migratori. Nell’approvare il rapporto sugli accordi di riammissione l’assemblea ha anche votato all’unanimita’ un altro rapporto in cui si chiede ai governi di utilizzare anche un altro strumento per gestire i flussi migratori. Si tratta dei programmi di ritorno volontario, che secondo i parlamentari sono un meccanismo piu’ umano ma anche piu’ economico rispetto a quello dei ritorni forzati.

fonte aduc