La Direzione Distrettuale Antimafia ha lasciato le indagini sull’omicidio di Teresa Buonocore. Il fascicolo è passato quindi nelle mani del Procuratore Giovanni Melillo, il quale aveva assicurato che presto ci sarebbero stati degli sviluppi. Infatti nelle ore immediatamente successive all’abbandono delle indagini da parte del DDA napoletano, la vicenda ha iniziato a segnare dei risvolti e l’omicidio non è stato più indicato nell’ambito di un possibile agguato camorristico. L’inchiesta si è subito focalizzata su di un tatuatore di Portici, un 26enne con dei precedenti penali che era presentato insieme ad un’altra persona, presso il Commissariato di San Giovanni a Teduccio al fine di denunciare il falso furto del ciclomotore utilizzato nell’agguato. Il tatuatore di Portici, secondo le prime ricostruzioni, risulterebbe essere amico di Patrizia Nicolino, moglie di Enrico Perillo, uomo condannato a 15 anni di reclusione per aver commesso delle violenze nei confronti della figlia di Teresa Buonocore.

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