In un momento in cui si parla solo di “peace flottilas”, di navi cariche di “rifiuti umanitari”, di “pacifisti armati” e di simili controsensi globali, è quasi passato inosservato il maestoso passaggio della flotta americano-israeliana nel Canale di Suez in direzione Golfo Persico.

Fonti militari egiziane fanno infatti sapere che venerdì scorso una imponente flotta da guerra guidata dalla portaerei Truman con i suoi 60 cacciabombardieri e i suoi 6000 marines, è transitata nel Canale di Suez in direzione del Golfo Persico. La novità sensazionale sta però nella presenza di almeno una nave israeliana anche se si suppone che le navi con la Stella di David siano di più, accompagnate da almeno un sommergibile nucleare che si va ad aggiungere a quello/i già presente di fronte alle coste iraniane.

Per molte ore le autorità egiziane hanno bloccato tutto il traffico commerciale per permettere il passaggio della flotta da guerra che non va nel Golfo Persico per avvicendare altre unità ma va a potenziare la struttura navale già presente. Nei giorni scorsi l’arrivo della Truman e della sua squadra di appoggio era stato visto come un potenziamento della VI flotta americana presente nel Mediterraneo e si era detto che la squadra navale della Truman si sarebbe posizionata di fronte alle coste del Libano. Evidentemente gli analisti si sbagliavano.

Come detto, desta stupore (ma nemmeno tanto) la presenza nella squadra d’attacco di unità israeliane. Sembra un segnale diretto a Teheran, un segnale forte e chiaro che non può essere interpretato.

Bocche cucite al comando della VI flotta di Napoli così come al comando generale della Marina Israeliana dove si nascondono dietro a un eloquente “no comment” sulla presenza di unità da guerra israeliane e sulle motivazioni di questo spiegamento di forse nel Golfo Persico. L’unica cosa che trapela dal Comando di Napoli è che, nell’ambito della stessa politica militare, unità della VI flotta si stanno dirigendo nelle acque antistanti il Libano ma senza specificare né il numero né la composizione, il che è tutto un dire.

fonte: http://www.violapiemonte.org