“E’ privo di valenza scientifica far credere all’opinione pubblica che lo sfortunato Stefano Cucchi poteva essere salvato con un semplice bicchiere di acqua e zucchero. Sostenere questa tesi significa accreditare l’idea di dirigenti ospedalieri, medici e infermieri totalmente incompetenti o peggio indifferenti, al limite del sadismo”. Ad affermarlo e’ il presidente dell’Ordine provinciale dei medici di Roma, Mario Falconi, che ha convocato per domani sera un Consiglio straordinario dell’Ordine.
Obiettivo, esaminare gli sviluppi della vicenda che ha causato il decesso di Stefano Cucchi, il giovane morto mentre era ricoverato in regime di detenzione all’ospedale Sandro Pertini.
“Per quanto riguarda la nostra categoria – sottolinea il presidente dell’Ordine dei medici di Roma – non ci stiamo a prenderci colpe e cause che ci vengono scaricate addosso, forse per alleggerire altre spalle da questo pesante carico di accuse. L’opinione pubblica e la famiglia di Stefano Cucchi – conclude Falconi – sappiano che, in ogni caso, se saranno accertate omissioni di cura o falsificazioni di certificazioni, anche se indotte o peggio imposte, prenderemo provvedimenti esemplari”.