I Penan del Borneo hanno eretto un blocco stradale per impedire ai taglialegna di distruggere la foresta pluviale.

A devastare l’area è la compagnia del legname malese Lee Ling che ha pianificato il disboscamento totale delle foreste da cui dipende la vita dei Penan e la loro trasformazione in piantagioni di alberi da carta a rapida crescita.

Secondo i Penan, le piantagioni li lasceranno senza nulla. La tribù vive di caccia, raccolta e pesca, e se le foreste saranno abbattute, non sapranno più dove procurarsi il cibo.

I Penan che stanno manifestando presso la barricata eretta nel Sarawak (la parte malese del Borneo) denunciano di aver subito un violento attacco da parte dei disboscatori. Stanno anche soffrendo la fame perché presidiare il blocco implica dover rinunciare alla ricerca del cibo.

A manifestare sono sia i Penan nomadi sia le comunità che vivono in villaggi stanziali.

”Non possiamo vivere in mezzo alle piantagioni” ha dichiarato un uomo Penan. “Sarebbe come chiedere a un pesce di vivere sulla terra.”

“Quante volte ancora i Penan dovranno protestare – ha commentato Stephen Corry, Direttore Generale di Survival International – e quante intimidazioni dovranno ancora subire da parte dei taglialegna prima che la Malesia riconosca che questa terra appartiene alla tribù?”

I Penan sono minacciati anche da devastanti progetti di costruzione di dighe e piantagioni di palma da olio .

Fonte: www.survival.it