Il 20 Luglio 2001 i Carabinieri e le forze dell’ordine in generale compiono una serie di scorribande che culminano nell’attacco al corteo autorizzato di via Tolemaide lasciando senza vie di fuga 15.000 manifestanti. Questo è all’origine dei fatti di piazza Alimonda che hanno portato alla morte di Carlo Giuliani.
Non è mia intenzione colpevolizzare nessuno, neanche il carabiniere-ragazzo, che ha sparato.
Ci tenevo solo a ricordare un evento che mi ha colpito.
E’ importante ricordare Carlo… è importane ricordare che gli eccessi fanno sempre delle vittime… Le strade di Genova si riempiranno nuovamente.
Forse ci sarà la stessa gente, la stessa forza, le stesse idee, la stessa speranza, gli stessi sogni.
Sono cambiate alcune cose: ora tutti sanno cioò che è accaduto in quei giorni, come sono andate realmente le cose in piazza Alimonda, come e’ stata manipolata l’informazione e strumentalizzata la figura dei black block.
Si torna a Genova per ricordare che nessuno si e’ dimenticato, della notte della Diaz, del carcere di Bolzaneto, delle centinaia di migliaia di persone che hanno manifestato in quei giorni, di Carlo …
E’ stato messo in discussione il diritto di andare in piazza , giustificando i tentativi di repressione…
Ho letto una bellissima frase: “Chi non ha memoria… non ha futuro”…
Ricordare è l’unico modo per non appiattire la realtà… cancellare le testimonianze e’ la strategia di un sistema economico che e’ arrivato agli sgoccioli e che sta cercando di imporre i suoi sistemi omologanti nel tentativo disperato di evitare il fallimento, oramai imminente.

Il Presidente del Paraguay, Luis González Macchi, ha decretato ieri lo stato di emergenza, per la durata di 5 giorni, su tutto il territorio nazionale, in seguito a violenti scontri durante le manifestazioni di protesta di lunedì scorso contro il governo nazionale; si contano già due morti, una cinquantina di feriti e centinaia di arresti.
Attualmente polizia ed esercito hanno il dovere di ristabilire l’ordine costituzionale all’interno del paese.
Intanto il governo paraguayano accusa Lino César Oviedo, un generale ex golpista in esilio in territorio brasiliano, di pilotare i manifestanti per arrivare al potere.
La situazione è molto confusa, ma di certo il Paraguay è un paese al tracollo economico e finanziario, colpito dalla corruzione e da un sistema economico che ha prodotto povertà e disperazione.

I campesinos di San salvador Atenco si sono ribellati alla costruzione di un nuovo aereoporto, che li costringerebbe a sfollare le terre della loro comunità.
Giovedi una manifestazione è terminata con duri scontri. La Policia Federal Preventiva è intervenuta ferendo e arrestando decine di contadini. I campesinos in risposta hanno preso in ostaggio alcuni agenti di polizia e dei funzionari.
La situazione è estremamente critica: il governo non sembra disponibile al dialogo, e i campesinos rispondono che sono pronti alla morte per le proprie terre e per la liberazione dei loro compagni.

Non so cosa pensiate voi, ma nel leggere ciò che accade in questi due paesi, torno con la mente a Genova… a ciò che può fare un governo repressivo: UCCIDERE I PROPRI FIGLI… per i propri interessi.

Sento spesso dire, che siamo una generazione votata al consumismo e alla superficialità… poi però, quando manifestiamo, casualmente volano delle pallottole o si cantano canzoni fasciste nelle caserme…

E’ proprio vero… chi tradisce, umilia, sfrutta, uccide… è sempre la solita gente…

Mi consenta…

In memoria di tutte le vittime.

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