Dall’inizio del 2010, sono gia’ oltre 7.000 i morti a causa di azioni violente legate al narcotraffico. Lo ha reso noto ieri il procuratore generale della repubblica, Arturo Chavez, nell’ambito di un intervento per ribadire l’agghiacciante escalation di violenza nel Paese.
Chavez ha sottolineato che per l’intero 2009 le vittime erano state poco piu’ di 9.000, nonostante il governo del presidente Felipe Calderon abbia incrementato le misure di sicurezza, rafforzando la presenza dei militari nelle zone piu’ a rischio.
In un incontro con la stampa, il procuratore della repubblica ha anche specificato che da quando Calderon si e’ insediato al potere nel dicembre del 2006, i morti causati dalla criminalita’ organizzata sono stati quasi 25.000. ‘Il Messico vive un problema che per decenni e’ stato in incubazione, ed anche la soluzione richiedera’ molto tempo’, ha ammesso Arturo Chavez.
L’ultimo grave episodio e’ avvenuto attorno alle 19.30 di ieri (le 4.30 del mattino in Italia), a Ciudad Juarez, la citta’ piu’ violenta del Paese, dove KIller dei narcos, per rappresaglia contro l’arresto di un loro compagno, hanno lanciato un’auto-bomba contro due veicoli della polizia provocando tre morti.

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