In televisione e sui giornali, si stavano spegnendo appena un poco i riflettori sullo squallido mondo della prostituzione transessuale e sulla “giostra” dei viados, poi la morte di Brenda, condita da opinioni di “esperti” intenti a promuovere “autorevoli commenti”, ha riacceso la speculazione e così i rappresentanti dei viados e di quelle “associazioni” che amano cavalcare la teoria del “diritto alla prostituzione” sono tornati alla ribalta.

C’è chi chiede “protezione” c’è chi parla di “tutele per garantire il giro di affari alle prostitute trans”, c’è chi parla di rischio di morte per le prostitute trans e c’è chi si impegna in arzigogolate teorie di complotti e trame per uccidere tutte le trans prostitute ed altre amenità varie.

Basta, davvero basta..

Chi arriva in questo paese clandestinamente per esercitare attività illecite deve essere espulso senza se e senza ma (casi accertati di status di rifugiato esclusi). L’omicidio è un atto orrendo e non mi sono risparmiata nella condanna, ma sfruttare questo evento per fare dell’opportunistico vittimismo teso ad ottenere benefici da chi in questo paese viola la legge vigente, e arriva solo per esercitare attività tutt’altro che pulite, millantando situazioni di pericolo nel proprio paese, (in realtà ad esempio in Brasile, Argentina e tantissimi paesi del Sud America ci sono leggi uguali se non migliori delle nostre vigenti) è oltremodo oltraggioso.

Per in questo paese e vive (sono molti i casi che conosco direttamente) con 500 euro al mese guadagnati onestamente e con lavori davvero degradanti è oltremodo umiliante vedere lo scempio che viene fatto da un mese a questa parte.

La realtà che viene presentata è molto diversa da quella effettiva, nascosta e misconosciuta , e cercheremo oggi di dar modo a chi legge di poter vedere con una angolazione differente la persona transessuale, non quella da televisione o da avanspettacolo o , anche, da strada, ma quella che si aggrappa alla propria integrità e compostezza morale a tutti i costi.

Cambiare sesso è un percorso doloroso sotto tanti aspetti: morali, sociali, economici, lavorativi; nella maggioranza dei casi l’impatto con le famiglie è devastante: mina i rapporti interni, le persone che ti conoscono in un modo, spesso, rifiutano il tuo cambiamento e rapporti pluridecennali scompaiono di colpo, si perde il lavoro e ci si ritrova in uno stato di desolata solitudine intrisa di puro dolore. Contemporaneamente si deve lottare contro lo strapotere della “casta” degli Psicologi che si è eretta a giudice e gestore della vita di queste persone, promuovendo le obbligatorietà di psicoterapie con durate minime e non massime (possono tenerti anche anni), associazioni che sono in combutta con questa casta perché ne traggono beneficio gestendo “consultori” e , visto che in tutta Italia solo a Genova non è obbligatoria la psicoterapia, ti svuoti le tasche con relazioni inutili perdendo mesi o anni dietro a cialtroni che ti usano per la loro bramosia di sentirsi indispensabili.

Anni di liste di attesa per operarsi e spesso si è costretti a contrarre dei debiti per ottenere l’intervento a pagamento in intramoenia perché non si resiste più ad attendere. Come se non bastasse si cerca lavoro e non lo trovi, nemmeno da operata e con i documenti “in regola” con lo status legale del nuovo sesso di appartenenza…. Ed operarsi, poi, non è uno scherzo… si soffre tantissimo e ci si devasta, ma sei sola anche in quei momenti.

La cosa più difficile è rimanere persone coerenti, ordinate, che hanno rispetto per se stesse ed anche verso gli altri. Le persone vedono solo la parte “peggiore” volgare e sguaiata, ma ignora chi, della propria integrità morale, fa bandiera e stile di vita. Ebbene si, ci sono transessuali operate/i che conducono vite serene, integrate, che non sono gocce di olio che galleggiano isolate dalla società ma sono gocce di un buon vino che, una volta messe nel bicchiere , danno una tonalità di colore e profumo ad un acqua senza particolari caratteristiche, in tal senso.

Nessuno vede queste trans…. Nessuno le sente, sono le trans silenti che con estrema difficoltà ma con caparbia ostinatezza continuano nella lotta quotidiana per mantenere fede ai propri principi di onestà e rispettabilità.

Conosco tante trans oneste e rispettabili, ma in televisione e sulle riviste e sui giornali non appaiono mai, perché troppo “normali”, troppo “ordinarie” e troppo uguali alle altre persone che compongono il tessuto sociale.

Francesca Eugenia Busdraghi
Presidentessa AzioneTrans
http://www.azionetrans.it/