Le foreste svolgono un ruolo fondamentale nel ciclo del carbonio, assorbendo il carbonio dall’atmosfera e stoccandolo nella biomassa. Finché restano intatte, sono pozzi di carbonio in quanto assorbono e preservano il carbonio, ma quando vengono abbattute o bruciate restituiscono grandi quantità di carbonio in atmosfera. Le foreste boreali ricoprono circa il 14,5% della superficie terrestre, un’area di quasi 16 milioni di chilometri quadrati, un ecosistema che si estende dalla Russia, al Nord Europa, al Canada e all’Alaska, è un insieme di habitat interconnessi, composti da foreste, laghi, zone umide, fiumi e tundra.

Le foreste boreali – compreso il suolo – sequestrano circa un terzo in più di carbonio per ettaro, rispetto alle foreste tropicali, e questo le rende uno dei più importanti serbatoi di carbonio.

Le regioni boreali sono considerate hotspot globali, cioè, le aree in cui il clima si surriscalda più rapidamente. ”La biomassa, una delle variabili climatiche essenziali nella definizione delle funzioni del sistema-Terra, è il grande fattore sconosciuto nel ciclo del carbonio. Non esistono mappe accurate della biomassa e non siamo in grado di conoscere quanto stia cambiando, in modo di poter eseguire calcoli affidabili –  spiega il professor Christiane Schmullius dell’Università di Jena – Con questo nuovo algoritmo, per la prima volta abbiamo in mano qualcosa che può rappresentare un primo passo per una mappatura globale della biomassa.”

Il progetto BIOMASAR, promosso dal supporto dell’ESA Support to Science Element (STSE), ha convalidato l’algoritmo usando i dati ASAR, che è in grado di acquisire immagini a prescindere dalla luminosità o dalla presenza di nubi. I dati sono stati poi verificati con informazioni raccolte sul campo in Scandinavia, Siberia e in Canada, dove questi dati erano già disponibili in quantità rappresentative.
I risultati mostrano che il recupero della biomassa forestale accumulata (growing stock volume  -GSV) espresso in metri cubi per ettaro – supera i livelli segnalati in precedenza, cioè i 500 metri cubi per ettaro.
Utilizzando questo metodo, il sistema Envisat può essere sfruttato per generare mappe globali della GSV annuale dell’intera ecozona boreale, con una risoluzione di 10 km e una approssimazione del 20%.

Fonte: http://www.salvaleforeste.it

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