I meccanismi di controllo previsti delle norme attuali e la deontologia dei medici non bastano a regolamentare la pratica dell’assistenza al suicidio, secondo il Governo, che intende dunque emanare uno specifico progetto di legge, come auspicato dalla maggioranza dei cantoni, partiti e organizzazioni interrogati.
Il Dipartimento di giustizia e polizia elaborerà entro l’anno il messaggio da indirizzare alle Camere, suggerendo i “paletti” che dovranno rispettare associazioni come Dignitas o Exit. Nel frattempo il Dipartimento dell’interno avanzerà proposte su come incentivare la prevenzione del suicidio e la medicina palliativa.
Un divieto puro e semplice dell’aiuto al suicidio è stato scartato, perché limiterebbe in modo intollerabile il diritto individuale all’autodeterminazione. Criticate la restrizione all’assistenza, per motivi analoghi, e la richiesta del parere di tre medici (per attestare la capacità di discernimento del paziente, la confermare la diagnosi maligna e prescrivere il prodotto letale), la maggioranza dei consultati ha auspicato piuttosto un disciplinamento dell’attività delle associazioni del settore, che potrebbero essere assoggettate a un obbligo di autorizzazione o a un meccanismo di controllo.
La decisione del Governo federale giunge dopo una campagna di spot televisivi per sensibilizzare il mondo politico sull’importanza dell’aiuto al suicidio. L’iniziativa è dell’organizzazione Exit, che ha messo in onda gli annunci sulla tv svizzero tedesca SF e sull’emittente regionale ‘Tele Züri’.
Negli inserti pubblicitari, di 45 secondi ognuno, personaggi della cultura e dello sport affiliati ad Exit rilasciano dichiarazioni sul perché ritengono importante avere una possibilità di scelta anche sul modo di morire.
Gli spot sono stati girati dal regista de ‘I fabbricasvizzeri’ Rolf Lyssy. Fra i personaggi che vi prendono parte figurano l’ex allenatore di calcio Timo Konietzka e la stilista Christa de Carouge. La loro realizzazione – scrive Exit in una nota – è stata possibile grazie ad un’importante donazione fatta proprio a questo scopo.
Nella nota, Exit dice di sperare che la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf presenti entro la fine di quest’anno “delle soluzioni più umane di quelle proposte finora”.

fonte aduc

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