Creare una rete di prigioni “regionali” di massima sicurezza in cui rinchiudere i criminali piu’ pericolosi e una serie di corpi speciali coordinati a livello internazionale per contrastare il crimine organizzato. Queste le due proposte avanzate dal governo messicano ai Paesi vicini e presentate, nel corso di una conferenza stampa a New York, dal ministro degli Estri Patricia Espinosa. Si tratta di ipotesi preliminari, ha spiegato dopo l’incontro con il segretario di Stato Hillary Clinton, che saranno discusse nel corso di una riunione tra viceministri prevista la prossima settimana a Citta’ del Messico. Il ministro ha quindi spiegato che le nuove prigioni dovrebbero essere studiate “a livello regionale” e permetterebbero la detenzioni dei criminali piu’ pericolosi “senza contatto con l’esterno e senza possibilita’ di fuga”.
Per quanto riguarda la creazione di nuove forze speciali, secondo Espinosa l’ipotesi che possa trattarsi di corpi sovranazionali “andra’ valutata” ma “probabilmente saranno previsti programmi di cooperazione tra forze di diversi Paesi che si integrino in una rete per permettere maggiore cooperazione e comunicazione”.
L’iniziativa coinvolgerebbe le nazioni centroamericane, la Colombia, gli Stati Uniti e il Canada, con la possibilita’ di allargarsi anche ad altri Paesi sudamericani. In merito all’incontro con Clinton, il ministro ha spiegato di aver discusso della possibilita’ di una riforma delle leggi sull’immigrazione statunitense: “Mi ha ribadito che si sta analizzando il progetto ma che non ci sono certezze sui tempi necessari perche’ avanzi al Congresso”. Sottolineando che “le frontiere non si possono sigillare”, Espinoza ha quindi aggiunto che i governi dei due Paesi “sono compiaciuti del livello di cooperazione raggiunto”.

fonte aduc

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