Il ministro della Giustizia del Canada, Rob Nicholson, non ha alcuna intenzione di prendere in considerazione modifiche legislative per regolamentare l’eutanasia e il suicidio assistito.
La presa di posizione dell’esponente del Governo conservatore giunge mentre nella provincia del Quebec si stanno svolgendo consultazioni pubbliche su una proposta di legge per regolamentare l’eutanasia. Dopo aver ascoltato medici, giuristi e altri esperti sulla morte dignitosa, una commissione legislativa del Quebec ha iniziato la scorsa settimana ad ascoltare i punti di vista dei cittadini.
L’eutanasia e l’assistenza al suicidio sono illegali in Canada, ma sono molti i tribunali che infliggono pene lievi e a volte simboliche per chi aiuta un proprio caro in sofferenza a morire. Inoltre, secondo tutti i sondaggi degli ultimi anni, circa l’80% dei cittadini del Quebec vuole la legalizzazione della dolce morte.
Dopo vari casi giudiziari e sanitari, il codice civile del Quebec ammette la sospensione dei trattamenti vitali, o eutanasia passiva.
Il ministro Nicholson ha affermato che il divieto contenuto nel Codice penale rimarrà in vigore: “Non abbiamo intenzione di entrare neanche nel merito della questione, siamo soddisfatti della legge attuale”.

SPOT DI EXIT CENSURATO – Nuovi sviluppi emergono nella vicenda che ha portato di fatto alla censura di uno spot pubblicitario dell’associazione australiana per la legalizzazione dell’eutanasia Exit International. Secondo fonti dell’autorità che regolamenta le trasmissioni tv, dapprima additata come censore, ha smentito di aver respinto l’autorizzazione alla messa in onda. E’ così emerso che probabilmente è stata la stessa emittente televisiva a cui Exit si era rivolta ad invocare l’autorità federale come scusa per non trasmettere lo spot. In una email che la TVB ha inviato a Exit, si legge che per essere approvato lo spot dovrebbe essere privo di ogni riferimento all’organizzazione, in particolar modo al suo sito Internet, dove si trovano informazioni sul suicidio assistito.
Nello spot, un uomo di mezza età si siede sul bordo di un letto con una T-shirt bianca e pantaloni del pigiama a righe, con visibili cerchi scuri sotto gli occhi. In un forte accento australiano, l’uomo descrive le scelte che ha fatto nella vita: “ho sposato Tina, abbiamo due figli grandi, ho scelto di avere sempre una Ford, ho scelto questa maglia, e ho scelto anche questo taglio di capelli”. “Quello che non ho scelto è di essere malato terminale”, dice l’uomo. “Non ho scelto di morire di fame perché mangiare è come ingoiare lamette da barba. Non ho certo scelto che la mia famiglia debba vivere questa situazione con me. Ho fatto la mia scelta finale. Ho solo bisogno che il governo mi ascolti”. L’annuncio termina con una scritta in sovrimpressione: “L’85% degli australiani è favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia volontaria”.
Lo spot può essere visto qui.

fonte aduc