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Jerry Sampi – Putavida Mixtape

Con Putavida Mixtape, Jerry Sampi mette a fuoco un autoritratto diretto e senza filtri, un progetto che nasce più dall’urgenza che dal calcolo. Il risultato è un lavoro che suona spontaneo ma sorprendentemente compatto: un racconto musicale dove ironia e vulnerabilità convivono nello stesso spazio, restituendo il ritmo irregolare dello “struggle” quotidiano.

Il titolo prende spunto dall’espressione sudamericana puta vida – letteralmente “maledetta vita” – ma Jerry Sampi la trasforma in qualcosa di diverso: un manifesto personale fatto di sarcasmo, lucidità e resistenza emotiva. Non è un lamento, ma un modo di affrontare le cadute con un sorriso amaro, riconoscendo il peso della realtà senza lasciarsi schiacciare.

Pur presentato come mixtape, il progetto ha una struttura e una cura quasi da album d’autore. Le quattordici tracce funzionano come frammenti di un unico racconto: momenti di leggerezza si alternano a riflessioni più intime, mentre le barre di Jerry oscillano tra attitudine rap tagliente e aperture più introspettive. Il filo conduttore è una tensione costante tra istinto e consapevolezza, tra caos emotivo e lucidità.

La title track “Putavida”, prodotta da Sbale, rappresenta il cuore del disco: un brano che condensa perfettamente l’estetica del progetto, sospesa tra ironia e peso emotivo. Attorno a questo centro gravitano tracce che mostrano le diverse sfumature della sua scrittura. In “È un Benz” e “Kamikaze” emerge la spinta più energica e street, mentre “31 Agosto” lascia spazio a un tono più riflessivo. “Qualcosa di meglio” e “Ti volevo raccontare” aprono invece un lato più personale e narrativo, dove il flow rallenta e la voce si fa più intima.

Il disco vive anche di incontri. Le collaborazioni – 29Giulio, 2Rari, Latrelle, Holy Francisco, Ëgo, Yamba, Peter Napo, Leo Elle e Sguardo – non appaiono mai come semplici featuring, ma come tasselli di un racconto collettivo. Ognuno porta una sfumatura diversa all’universo sonoro del progetto, mantenendo però un’identità coerente con la visione di Jerry.

Anche sul piano produttivo il mixtape si muove con agilità tra diverse atmosfere. I beat firmati da Sbale, Kevin Miho, Eyoriky, N’Dreamer, Murray e altri costruiscono un paesaggio sonoro dinamico, che alterna basi più aggressive a momenti sospesi e introspettivi. Il risultato è un suono vivo, capace di respirare insieme alla voce dell’artista e di accompagnarne ogni sfumatura emotiva.

Il percorso personale di Jerry Sampi – dall’Ecuador a Genova, fino alla scena milanese – si riflette nella sua scrittura, che mescola osservazione sociale e dimensione autobiografica. In Putavida Mixtape questa voce appare più matura: meno bisogno di dimostrare, più attenzione a raccontare.

Alla fine, il disco funziona proprio per questo equilibrio fragile. Jerry non cerca la perfezione, ma trasforma l’imperfezione in linguaggio. Putavida Mixtape è il suono di qualcuno che continua a cadere e rialzarsi, ridendo della vita mentre prova a capirla. E forse è proprio questa contraddizione a renderlo così autentico.

Yoshito Higashi
Yoshito Higashi
Appassionato di musica e cinema, residente in Italia da diversi anni, è originario del Giappone. Attualmente vive a Pescara

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