Egregio Direttore,

visto che la musica non è cambiata, e neanche i musicanti (scusate per l’antifona), La prego, se è possibile, di ripubblicare l’appello che avevo rivolto prima di Natale dell’anno 2008 al Presidente Berlusconi ed al suo Governo.

Appello, che gentilmente Lei ed i Suoi colleghi avevate pubblicato, e che venne ripetuto per il Natale del 2009. Esso inoltre venne da me inviato, con raccomandata, anche all’ indirizzo privato del Premier e sul blog di alcuni Ministri, compreso quello del Governo e del Ministro Tremonti.

Ovviamente nessuna risposta, nessuna valutazione, nessun commento neanche dai loro collaboratori o da rappresentanti di alcun partito, eppure si trattava e si tratta di un argomento importante che interessa un gran numero di cittadini.

Le proposte indicate, peraltro, potrebbero essere utili per la “manovra economica” in corso.

Distinti saluti. Martino Pirone

Arcisate, 23/05/2010

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On. Silvio Berlusconi –

Presidente del Consiglio dei Ministri

Egregi Direttori di quotidiani e Conduttori di programmi Radio-Televisivi

L O R O S E D I

Oggetto: Lettera aperta al Governo ed ai Parlamentari di buona volontà.

Com’è risaputo il problema del giorno per gli italiani e per la maggior parte degli abitanti del nostro pianeta è “la crisi economica” e la ripetitiva frase: molti fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Ne hanno parlato con una certa insistenza i politici di tutti i partiti che hanno condotto la campagna elettorale della scorsa primavera, facendone un cavallo di battaglia e tantissime belle promesse, così come per le sconcertanti super retribuzioni e scandalosi sprechi nella pubblica amministrazione, compresa la sbandierata riduzione di parlamentari e di Enti non propriamente necessari.

Dopo le elezioni, in un continuo crescendo, ed in particolare dopo i fatti di crisi accaduti anche negli USA, tutti i giornali e molte trasmissioni radio e televisive in particolare hanno dato ampio spazio al problema coinvolgendo nelle inchieste e nei dibattiti numerosi personaggi politici, anche di primo piano, di qualsiasi estrazione – destra, centro, sinistra, ascoltando e accogliendo anche il pensiero del cittadino più o meno indignato. Recentemente il Governo ha deciso di intervenire, in maniera molto limitativa, nei confronti di una ridotta fascia dei meno abbienti, facendo presente che avrebbe voluto fare di più, ma, purtroppo, non vi sono altre disponibilità.

I Parlamentari dell’opposizione hanno espresso molte critiche a ciò che ha fatto il Governo, esternando delle soluzioni piuttosto aleatorie ed a lungo termine. Non hanno però proposto o presentato disegni di legge – che pure avevano promesso prima delle elezioni- riguardanti la riduzione delle spese correnti per tutte le Istituzioni, a cominciare dalla Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, Presidenza del Consiglio, comprese le retribuzioni dei parlamentari, adeguandole a quelle dei loro colleghi d’altri paesi europei e quelle del personale dipendente adeguandole a quelle dei dipendenti ministeriali.

Occorrerebbe anche rivedere le retribuzioni dei dirigenti di tanti Enti pubblici, statali e parastatali, Imps, Inail, Impdap, Banca d’Italia, Poste, Ferrovie, Eni, ecc. ecc., comprese le banche in genere, Alitalia ora Cai, Fiat e tutte le grandi aziende che, anche se private, quando sono in difficoltà ottengono aiuti dallo Stato.

Egregio signor Presidente del Governo, On. Berlusconi, Le indirizzo questa “letterina di Natale” come quella che da piccoli inviavamo a Gesù Bambino.

“ Carissimo Silvio, tu (scusami se passo al tu) che, grazie alle grandi capacità imprenditoriali e doti intellettive, di cui madre natura fortunatamente ti ha dotato, hai raggiunto una posizione per la quale potresti “fregartene” di tutto e di tutti standotene alla larga; hai deciso invece, a suo tempo, di scendere in campo per salvare l’Italia e quindi gli italiani.

Orbene caro Silvio ti rivolgo una preghiera; cerca di risollevare le sorti degli italiani, aiutando in maniera congrua una più ampia fascia di connazionali e dare uno stimolo al volano dell’economia. In che modo ? Innanzitutto cerca di avviare le procedure d’attuazione delle succitate promesse pre-elettorali vostre e dell’opposizione; e poi occorre un’azione “dura” che solo tu puoi mettere in pratica. Certo correresti il rischio di renderti impopolare per tanti benestanti (parecchi) e di alcuni nababbi (anche tra quelli che ti circondano), ma otterresti il plauso e la riconoscenza della stragrande maggioranza degli italiani, compresi tutti i sindacati ed ecco la proposta.

Preliminarmente dovresti invitare gli italiani, che nel 2007 hanno percepito, a qualsiasi titolo, un reddito netto da 100, 150, 200 o 250.000 euro in sù (da valutare e decidere) a versare subito allo Stato (in forma progressiva) il 5, 7, 10, 15% di tale reddito. Per loro ovviamente non sarebbe un gran sacrificio, ma ti rendi conto dell’enorme ed immediata disponibilità finanziaria che ci sarebbe ? Quante famiglie si potrebbero aiutare e consentire a loro di eseguire pagamenti di rate, bollette, ristrutturazioni ed acquisti di beni mobili ed immobili in Italia. Così si rimetterebbe in moto tutta l’economia del Paese. Diversamente – e qui arriva il tuo zoccolo duro – occorre disporlo con una legge, anche perché penso e spero che pure l’opposizione sarebbe favorevole. Trattandosi di un’emergenza chiamiamola pure “ tassa pro-crisi economica ” come quando furono istituite le tasse pro-Calabria, pro-Vajont, pro-Belice ed altre simili. Senza essere un economista, un accreditato opinionista o un sondaggista, sappiamo bene che chi guadagna moltissimo, una volta soddisfatte tutte le necessità per una vita più che agiata per se e la sua famiglia, non mette il denaro che avanza in circolazione in Italia, ma lo consuma diversamente: acquistano beni patrimoniali all’estero, compiendo viaggi costosissimi all’estero, costituendo depositi presso banche estere, ecc. ecc.

Un’ultima preghiera: prima di dire che quanto anzidetto non è fattibile chiedi, tramite le radio, le televisioni ed i giornali – se non lo fanno già questi direttamente – un sondaggio in tal senso a tutti gli italiani. Sarebbe infine utile ed interessante sapere pubblicamente il parere dei vari politici e di tanti bravi giornalisti, conduttori e presentatori. Per finire ti chiedo l’emanazione di alcuni provvedimenti urgenti:

1) per le persone che hanno un reddito annuo inferiore a 10.000 od anche 15.000 euro, occorre: a) abolire l’Irpef dalle buste paga e dalle pensioni; b) abolire l’IVA ed altre tasse su tutte le bollette; c) abolire il canone Rai-TV.

2) aumentare l’aliquota Irpef – anche al 70-80%- sulle remunerazioni di coloro che hanno più incarichi nei vari consigli d’amm.ne di Enti pubblici o privati, e comunque di tutti coloro che hanno un reddito superiore ad un certo limite.

3) istituire un’apposita task-force per snidare tutti gli evasori fiscali.

Ti ringrazio per la cortese attenzione e per tutto ciò che potrai fare per gli italiani in difficoltà e per quelli che hanno voglia di fare: artigiani, commercianti, industriali.””

Cordiali saluti a tutti e tantissimi auguri per le prossime festività.

Martino Pirone

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