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Exorcism

Maricica Irina Cornici e l’esorcismo di Tanacu: la giovane che morì legata a una croce

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Aveva soltanto 23 anni quando morì dopo essere stata legata e immobilizzata su una croce improvvisata all’interno di un monastero ortodosso della Romania. Per il sacerdote e le suore che si occupavano di lei, Maricica Irina Cornici era posseduta dal demonio e doveva essere liberata attraverso un esorcismo. Per i medici, invece, era una giovane donna affetta da un grave disturbo psichiatrico che aveva bisogno di cure. Nel giugno del 2005 queste due interpretazioni si scontrarono tragicamente nel remoto Monastero della Santissima Trinità di Tanacu, nella contea di Vaslui. Quando tutto finì, Maricica era morta e cinque persone, un sacerdote e quattro suore, sarebbero finite davanti alla giustizia.

Maricica Irina Cornici era nata in Romania nel 1982 e la sua infanzia era stata segnata da esperienze traumatiche. Suo padre morì suicida e sua madre, che aveva problemi di dipendenza dall’alcol, la affidò al Barlad Children’s Home, un istituto per minori nella zona rurale della contea di Vaslui. Secondo i resoconti successivi, nell’orfanotrofio Maricica subì maltrattamenti da parte di chi avrebbe dovuto occuparsi di lei. Nel 2001 lasciò finalmente l’istituto e cercò di costruirsi una vita indipendente. Lavorò per qualche tempo come domestica e progettò di trasferirsi in Germania insieme a un’amica. Sembrava l’inizio di una nuova esistenza, lontana dai luoghi e dalle sofferenze della sua infanzia. Ma quel viaggio non sarebbe mai avvenuto.

Nel 2005 Maricica raggiunse un’amica che viveva presso il Monastero della Santissima Trinità di Tanacu. Il suo intento iniziale sarebbe stato quello di convincerla a partire con lei per la Germania, ma Maricica finì invece per rimanere nel piccolo convento isolato sulle colline. Fu proprio durante quel periodo che le sue condizioni cominciarono a destare crescente preoccupazione. Manifestava comportamenti estremi e crisi difficili da controllare. I medici locali arrivarono a diagnosticarle la schizofrenia, interpretando quindi ciò che stava accadendo come una grave patologia psichiatrica. All’interno del monastero, però, alcuni vedevano qualcosa di completamente diverso. Per loro quelle crisi non erano il sintomo di una malattia: erano la manifestazione di Satana.

Anche il fratello di Maricica raccontò di essere convinto di aver assistito al momento in cui il demonio sarebbe entrato in lei. Secondo la sua testimonianza, durante la prima comunione della giovane al monastero una presenza avrebbe cominciato a tormentarla. La situazione divenne così difficile che Maricica fu ricoverata in un ospedale locale, dove rimase per circa due settimane. Dopo il trattamento, tuttavia, venne dimessa e tornò al monastero. Fu una decisione destinata ad avere conseguenze terribili.

Ad occuparsi di lei c’era il giovane sacerdote Daniel Petre Corogeanu, insieme a quattro suore. Convinti che la ragazza fosse posseduta, decisero di sottoporla a un rituale per liberarla dalla presunta presenza demoniaca. Maricica venne immobilizzata su una croce costruita artigianalmente, con braccia e gambe legate. Per impedirle di gridare o mordere, le venne messo qualcosa sulla bocca. Il sacerdote e le religiose iniziarono quindi a pregare, mentre sulle labbra della giovane veniva versata acqua santa. Secondo le ricostruzioni, avevano intenzione di trasportarla successivamente nella chiesa del monastero e ungerle i polsi con olio consacrato.

Il rituale proseguì mentre Maricica rimaneva immobilizzata. Passarono le ore, poi i giorni. Per tre giorni la giovane rimase in quelle condizioni, mentre le sue forze diminuivano progressivamente. Quello che per il sacerdote e le suore rappresentava una lotta contro il demonio stava diventando, per il corpo della ragazza, una prova sempre più difficile da sopportare. Quando si resero conto che era ormai estremamente debole, decisero finalmente di chiamare un’ambulanza.

Era troppo tardi. Maricica Irina Cornici morì durante il trasporto verso l’ospedale. Aveva 23 anni. Il primo rapporto medico indicò la disidratazione tra le cause della morte. Sua zia, Anisoara Antohi, raccontò successivamente di aver visto sul corpo della nipote i segni lasciati dall’immobilizzazione: secondo la donna, Maricica era irriconoscibile e presentava lesioni e segni sulle mani, sulle caviglie e sull’addome.

La morte della giovane trasformò quello che era avvenuto all’interno del monastero in un caso giudiziario che attirò l’attenzione internazionale. Non si discuteva più soltanto di fede, possessione o esorcismo. Una donna affetta da problemi psichiatrici era morta dopo essere stata immobilizzata per giorni durante un rituale religioso. Il sacerdote e le quattro suore coinvolte furono accusati e processati. Daniel Petre Corogeanu venne rimosso dal sacerdozio e condannato a 14 anni di carcere. Tre delle religiose ricevettero condanne a cinque anni, mentre la quarta venne condannata a otto anni.

Il cosiddetto “esorcismo di Tanacu” divenne così uno dei casi di presunta possessione più controversi dell’Europa contemporanea, ma anche qualcosa di profondamente diverso dalle storie di esorcismi avvolte nella leggenda. Qui non dobbiamo affidarci soltanto a racconti tramandati nei secoli: esiste una morte documentata, esistono indagini e condanne giudiziarie. Ciò che rimane una questione di fede è l’interpretazione religiosa del comportamento di Maricica. La diagnosi medica indicava invece una grave malattia psichiatrica.

La vicenda è ancora più tragica se osservata attraverso la vita della giovane prima di Tanacu. Maricica aveva perso il padre, era stata abbandonata dalla madre, aveva trascorso l’infanzia in un istituto nel quale, secondo le ricostruzioni, aveva subito abusi e stava cercando di costruirsi una nuova vita. Voleva andare in Germania. Entrò nel monastero per incontrare un’amica e non ne uscì mai viva.

Alla fine, forse, l’aspetto più inquietante dell’esorcismo di Tanacu non riguarda affatto il soprannaturale. Maricica Irina Cornici era una giovane donna fragile che aveva bisogno di aiuto e che morì mentre le persone intorno a lei erano convinte di star combattendo il demonio. Il viaggio verso la Germania che avrebbe dovuto rappresentare l’inizio di una nuova vita terminò invece nel giugno del 2005, su una collina isolata della Romania, davanti a una croce costruita per salvarla da qualcosa che i medici chiamavano malattia e i suoi esorcisti chiamavano Satana.