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Letizia Brugnoli e “Crystal Flower”: jazz tra memoria, contaminazioni e libertà

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“Crystal Flower” è l’album di Letizia Brugnoli pubblicato da Irma Records, un lavoro che parte dal jazz ma sceglie di non rimanere imprigionato dentro i confini di un solo genere. Swing, sonorità di derivazione brasiliana, latin e richiami all’electric jazz degli anni Settanta convivono in un disco volutamente eterogeneo, costruito per lasciare spazio tanto alla voce quanto alla personalità dei musicisti.

Non è un jazz pensato esclusivamente per i puristi o per chi cerca sperimentazioni particolarmente complesse. L’obiettivo sembra essere piuttosto quello di invitare all’ascolto, lasciando che ogni brano trovi una propria identità. Letizia Brugnoli può così muoversi tra differenti sfumature vocali e interpretative, mentre gli arrangiamenti accompagnano continuamente l’ascoltatore verso atmosfere diverse.

Le musiche e gli arrangiamenti sono di Roberto Sansuini, mentre i testi, in italiano e in inglese, portano la firma della stessa Letizia Brugnoli. Proprio questa collaborazione ha permesso alle composizioni di svilupparsi progressivamente, fino a trovare durante le registrazioni una forma capace di lasciare spazio anche all’improvvisazione.

Dietro “Crystal Flower” c’è però anche una storia profondamente personale. L’album è dedicato a Franco Brugnoli, padre della cantante, musicista e giornalista, scomparso nel 2021. È proprio a lui che Letizia attribuisce una parte fondamentale della propria passione per la musica.

“Água de Maio” nasce come dedica al padre, mentre in “Shadows” l’artista racconta la sua assenza e quanto questa continui a essere presente nella quotidianità. Diversi testi assumono così un carattere autobiografico, mentre altri nascono immaginando pensieri, sentimenti e punti di vista di personaggi differenti.

Letizia Brugnoli racconta che Roberto Sansuini le aveva fatto avere le tracce e le partiture molto tempo prima che il progetto prendesse la sua forma definitiva. Le parole sono arrivate lentamente e in maniera naturale, quasi aspettando il momento adatto. Durante le registrazioni sono poi nate modifiche e improvvisazioni che hanno permesso ai musicisti di modellare ulteriormente i brani. Il risultato, nelle parole della cantante, è un lavoro al tempo stesso “ricercato e sincero”.

La tracklist comprende “Crystal Flower”, “Nostalgiazz”, “Shadows”, “Il gioco del semaforo”, “Água de Maio”, “Tire Change”, “Koka”, “We Both Knew”, “Le stanze segrete”, “Albert’s Poem to Elle”, “Oltre il limite” e “Walls of Stone”.

Letizia Brugnoli ha iniziato giovanissima il proprio percorso musicale studiando con il fisarmonicista e pianista RAI Bruno Aragosti ed entrando nel gruppo polifonico vocale Kronos Fonè e nel quintetto vocale diretto dallo stesso Aragosti. La sua formazione è proseguita attraverso workshop internazionali e incontri con musicisti e insegnanti come Bob Stoloff, Kris Adams, Michele Hendricks, Tiziana Ghiglioni e Tuck & Patti, oltre agli studi di canto jazz con Diana Torto al Conservatorio Arrigo Boito di Parma.

Ma nella sua formazione un ruolo altrettanto importante lo ha avuto l’ascolto. Ore trascorse dentro il jazz e le sue voci, studiandone interpretazioni, sfumature e libertà espressive, da Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan a Carmen McRae e Billie Holiday.

Nel suo percorso discografico figurano l’album “Through Our Life”, realizzato ancora una volta con Roberto Sansuini, e diversi singoli e collaborazioni. La sua interpretazione di “Summertime” ha inoltre ottenuto il riconoscimento ai ParmAwards.

Con “Crystal Flower”, Letizia Brugnoli raccoglie esperienze musicali e frammenti autobiografici in un progetto nel quale il jazz diventa soprattutto un linguaggio aperto: può cambiare ritmo, attraversare generi differenti e trasformare ricordi molto personali in musica.