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Ambiente e Tutela Animali

Brasile, svolta contro il foie gras: approvata la legge per vietarne produzione e vendita

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Il Brasile compie un importante passo avanti nella tutela degli animali, avvicinandosi a diventare il primo Paese dell’America Latina a vietare completamente la produzione e la commercializzazione del foie gras, uno degli alimenti più controversi dell’industria gastronomica di lusso.

La Camera dei Deputati brasiliana ha approvato il Progetto di Legge 90/2020, che introduce il divieto di produrre e vendere alimenti ottenuti attraverso l’alimentazione forzata degli animali. Il provvedimento, già passato attraverso un lungo iter parlamentare, attende ora l’approvazione presidenziale per entrare in vigore.

Dietro questo risultato ci sono oltre sei anni di mobilitazione promossa da Animal Equality, organizzazione internazionale impegnata nella difesa degli animali allevati a scopo alimentare. Dal 2020, attraverso campagne di sensibilizzazione, iniziative pubbliche e attività istituzionali, l’associazione ha contribuito a mantenere alta l’attenzione su una pratica che provoca gravi sofferenze ad anatre e oche. La campagna ha raccolto oltre 288mila firme, coinvolgendo cittadini e organizzazioni della società civile.

Ma che cosa si nasconde dietro la produzione del foie gras? Questo alimento, considerato una specialità gastronomica di pregio, viene ottenuto dal fegato di anatre e oche sottoposte al cosiddetto gavage, una pratica che consiste nell’introdurre forzatamente grandi quantità di cibo attraverso tubi inseriti nella gola degli animali. L’obiettivo è provocare un ingrossamento anomalo del fegato, con conseguenze che possono comprendere lesioni, difficoltà respiratorie e gravi problemi di salute. Alcuni animali muoiono prima ancora di raggiungere il macello.

Una sofferenza inflitta esclusivamente per ottenere un prodotto alimentare di lusso, mentre cresce nel mondo la sensibilità verso il benessere animale e la necessità di superare pratiche di allevamento particolarmente invasive.

Diversi Paesi, tra cui l’Italia, hanno già vietato la produzione di foie gras attraverso l’alimentazione forzata. La novità della proposta brasiliana consiste nella volontà di estendere il divieto anche alla vendita, impedendo quindi che il prodotto continui a essere commercializzato attraverso le importazioni.

«Questa è una decisione storica. Il Brasile ha l’opportunità di affermare che l’estrema crudeltà dell’alimentazione forzata non deve far parte della produzione alimentare», ha dichiarato Sharon Núñez, presidente di Animal Equality, sottolineando il valore simbolico di una scelta compiuta da uno dei principali protagonisti dell’industria alimentare mondiale.

Soddisfazione anche da parte di Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, che ha ringraziato gli attivisti brasiliani per il lavoro svolto durante questi anni di mobilitazione.

La battaglia, tuttavia, non è ancora conclusa. L’entrata in vigore della legge dipende dall’ultimo passaggio istituzionale e dalla successiva applicazione delle nuove disposizioni.

Il caso brasiliano riporta al centro una questione che riguarda anche l’Europa: fino a che punto una tradizione gastronomica può giustificare la sofferenza degli animali?

Il valore commerciale di un alimento e il prestigio attribuito alla sua produzione non cancellano le condizioni nelle quali viene ottenuto. La scelta del Brasile, se definitivamente confermata, rappresenterà un segnale importante verso un modello alimentare nel quale il benessere animale non venga sacrificato in nome del lusso e del profitto.