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Salute

Tumore al seno e lavoro: nasce WORKON, il progetto per aiutare le donne a tornare alla propria professione

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Affrontare un tumore al seno significa confrontarsi non soltanto con la malattia e le terapie, ma anche con le conseguenze che una diagnosi oncologica può avere sulla vita quotidiana, sulle relazioni e sull’indipendenza economica. Per molte donne, tornare al lavoro rappresenta una tappa fondamentale del recupero della normalità, un percorso che troppo spesso si scontra con difficoltà organizzative, ostacoli burocratici e scarsa conoscenza delle tutele disponibili.

Per rispondere a queste esigenze nasce WORKON, il progetto promosso da Fondazione Poliambulanza e Komen Italia, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, presentato il 6 ottobre 2026 al Senato della Repubblica, a Palazzo Madama.

L’iniziativa punta a costruire un collegamento stabile tra strutture sanitarie, lavoratrici e aziende, affinché il reinserimento professionale dopo una diagnosi di tumore al seno non venga lasciato esclusivamente alla capacità della singola persona di affrontare problemi spesso complessi.

Il progetto si sviluppa su due fronti. Il primo riguarda la ricerca scientifica, attraverso uno studio multicentrico che coinvolgerà 380 donne in sei centri oncologici italiani, distribuiti tra Nord, Centro e Sud. L’obiettivo è validare uno strumento capace di individuare i fattori che favoriscono o ostacolano un ritorno al lavoro sostenibile, considerando le condizioni cliniche, sociali e professionali delle pazienti.

Il secondo fronte riguarda la formazione dei consulenti del lavoro. WORKON intende sperimentare la figura del job consultant oncologico, un professionista con competenze specifiche sulle problematiche legate alle terapie antitumorali, in grado di dialogare con i medici, le aziende e le lavoratrici per individuare soluzioni personalizzate, nel rispetto delle tutele previste dalla Legge 106/2025.

Non si tratta semplicemente di favorire il ritorno in ufficio o in fabbrica, ma di rendere possibile una ripresa dell’attività professionale compatibile con le condizioni di salute, gli effetti delle cure e le esigenze individuali. Un obiettivo particolarmente importante in un Paese caratterizzato da una forte presenza di piccole e medie imprese, dove la gestione di situazioni lavorative complesse può risultare più difficile.

«Tornare alla propria professione significa, per molte donne che hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno, ritrovare autonomia, relazioni e fiducia nel futuro», ha sottolineato Alba Di Leone, presidente di Komen Italia, auspicando che la rinuncia alla vita lavorativa non debba più rappresentare una conseguenza della malattia.

Sulla stessa linea Mario Taccolini, presidente di Fondazione Poliambulanza, secondo il quale accompagnare una persona durante il percorso oncologico significa occuparsi non soltanto della malattia, ma anche della possibilità di recuperare pienamente la propria vita familiare, sociale e professionale.

Lo studio coinvolgerà Fondazione Poliambulanza di Brescia, Ospedale Bellaria di Bologna, Policlinico Gemelli di Roma, Policlinico di Bari, Ospedale Perrino di Brindisi e Ospedale Madonna delle Grazie di Matera. I risultati permetteranno di approfondire anche le differenze territoriali e contrattuali che possono influenzare il reinserimento professionale.

Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del mondo sanitario e delle professioni, con la conclusione dei lavori affidata al ministro del Lavoro Marina Calderone.

Il valore di WORKON sta soprattutto nel riconoscere che guarire, o convivere con una malattia oncologica, non dovrebbe significare dover scegliere tra la propria salute e il diritto al lavoro. La possibilità di conservare autonomia economica, dignità professionale e relazioni sociali è parte integrante della qualità della vita.

Perché una diagnosi di tumore può cambiare profondamente l’esistenza di una persona, ma non dovrebbe cancellarne le aspirazioni, le competenze e il futuro.