Conoscere i rischi del gioco d’azzardo online non significa necessariamente riuscire a controllare il proprio comportamento. È quanto emerge da uno studio pilota italiano realizzato da Almar Quality Research e Sé Synergic Evolution, commissionato da Betnero Academy, che ha analizzato il rapporto tra consapevolezza, limiti di spesa e decisioni dei giocatori.
La ricerca è partita da 3.921 potenziali partecipanti, individuando 1.281 giocatori maggiorenni. Dopo una selezione basata su diversi criteri, sono state realizzate 104 interviste valide, riguardanti giocatori di slot machine, roulette e blackjack online.
I ricercatori hanno identificato tre profili: persone con un controllo consolidato, giocatori con un controllo vulnerabile e soggetti con un controllo fragile. Il gruppo più numeroso tra quelli individuati è quello del controllo vulnerabile, composto da 51 partecipanti che dichiarano di stabilire limiti di spesa, ma di avere difficoltà a rispettarli durante il gioco.
Nel campione, questo profilo risulta relativamente più frequente tra le donne, nella fascia d’età tra 35 e 44 anni e tra i residenti nel Centro Italia. Tuttavia, le dimensioni ridotte e la selezione dei partecipanti impediscono di considerare questi risultati rappresentativi della popolazione italiana.
La ricerca ha inoltre esaminato le reazioni al Casino Risk Calculator, uno strumento sviluppato da Betnero che utilizza simulazioni statistiche per mostrare i possibili rischi economici di una sessione di gioco.
Dopo aver utilizzato il calcolatore, i partecipanti hanno dichiarato una maggiore attenzione al budget e ai limiti personali. Nel gruppo con controllo vulnerabile, il punteggio relativo alla riflessione prima di giocare è passato da 2,49 a 3,31 su una scala di cinque punti.
L’effetto dichiarato appare invece più limitato sulla volontà di ridurre la frequenza delle giocate.
Secondo Paola Iannello, docente di Psicologia generale all’Università Cattolica di Milano, il problema è che le decisioni prese prima di giocare possono cambiare sotto la pressione delle perdite e del coinvolgimento emotivo. Introdurre una pausa di riflessione potrebbe quindi aiutare a riconoscere i propri limiti.
I risultati richiedono però prudenza. Lo studio misura soprattutto intenzioni e percezioni dichiarate, non dimostra che i partecipanti abbiano effettivamente ridotto le perdite economiche o modificato stabilmente il proprio comportamento.
Un ulteriore elemento da considerare è il finanziamento della ricerca da parte di Betnero Academy, collegata allo stesso soggetto che ha sviluppato lo strumento esaminato. Questa circostanza non invalida automaticamente i risultati, ma rende particolarmente importante una verifica indipendente.
Inoltre, dalla selezione sono stati esclusi alcuni giocatori con indicatori di comportamento potenzialmente problematico. Le conclusioni non possono quindi essere estese alle persone maggiormente esposte alle conseguenze della dipendenza da gioco.
La ricerca suggerisce che strumenti di simulazione e consapevolezza possano avere un ruolo nella prevenzione, ma non dimostra ancora una reale efficacia nel ridurre i comportamenti rischiosi.
Per stabilirlo serviranno studi indipendenti, campioni più ampi e verifiche nel tempo sui comportamenti effettivi dei giocatori. La prevenzione del gioco d’azzardo non può infatti essere affidata soltanto alla capacità individuale di controllarsi, ma richiede anche misure di tutela e interventi adeguati.



