“La storia del giovane Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre 2009 a seguito di una vicenda medico-penitenziaria ‘particolare’, ha scosso la coscienza della comunita’ nazionale ponendo serissimi interrogativi sulla trasparenza e sull’umanita’ del nostro sistema carcerario”. Inizia cosi’, facendo anche riferimento agli art. 2 e 13 della costituzione, il documento che richiede la costituzione di parte civile del Comune di Roma nel processo ai responsabili della morte del giovane.
Il documento, sottoscritto da alcuni consiglieri comunali di orientamento politico diverso, verra’ presentato martedi’ 18 maggio alle ore 11,00, presso la Sala Conferenze dei Gruppi consiliari capitolini in via delle Vergini 18, 3° piano. Il documento richiede esplicitamente al sindaco di “rendere possibile la costituzione di parte civile del Comune di Roma al fine di garantire in questo modo il massimo coinvolgimento della comunita’ cittadina turbata profondamente da una vicenda dai contorni inumani”.
Saranno presenti i consiglieri firmatari: Massimiliano Valeriani (Pd), Alessandro Cochi (Pdl), Mario Mei (Pd), Antonio Gazzellone (Pdl). Partecipa Ilaria Cucchi.

PROVINCIA ROMA GLI INTITOLA SUO EX CENTRO FORMAZIONE
– Uno dei centri di formazione professionali della Provincia di Roma, sara’ intitolato a Stefano Cucchi, ‘il trentunenne romano morto, per cause tuttora da accertare, nel reparto detentivo dell’Ospedale Sandro Pertini’. Lo prevede una mozione votata oggi dal Consiglio provinciale. Con ogni probabilita’ il centro che gli sara’ dedicato sara’ quello di Ostia, che in passato fu frequentato dallo stesso Cucchi.
Nella premessa della mozione, approvata dall’aula su proposta del coordinatore del Gruppo Federato della Sinistra in Provincia Gianluca Peciola, si legge: ‘La morte di Cucchi rappresenta un caso paradigmatico dello stridente rapporto tra diritti costituzionali e pratiche concrete di procedura penale all’interno del nostro Paese’. ‘La sua morte e, in generale, i casi di maltrattamento nei confronti dei cittadini detenuti – prosegue il documento – stanno facendo emergere il mancato rispetto all’interno del sistema detentivo italiano dell’articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana: ‘Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanita’ e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Di qui la decisione di intitolare proprio a Cucchi un corso di formazione anche prendendo atto che il padre del ragazzo defunto, Giovanni Cucchi, ‘e’ un dipendente dell’amministrazione provinciale’.

fonte aduc

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