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Brucherò nei pascoli – Umana

Con Umana, i Brucherò nei pascoli costruiscono un disco che sembra una galleria di ritratti: volti, storie e fragilità che prendono forma attraverso una scrittura cruda e profondamente empatica. Più che un semplice album, è un piccolo atlante umano, dove ogni canzone diventa la voce di qualcuno ai margini — coppie che si disgregano, dipendenze, cadute e tentativi di redenzione.

L’immagine che emerge è quella di un’umanità spezzata ma dignitosa, raccontata con uno sguardo quasi letterario che ricorda una contemporanea Antologia di Spoon River. I Brucherò nei pascoli osservano il presente con realismo e inquietudine, restituendo un affresco collettivo attraversato da contraddizioni e vulnerabilità.

Dal punto di vista sonoro, Umana accentua l’anima eclettica del trio. Il disco mescola post-punk, rap ed elettronica, muovendosi con naturalezza tra tensione rock, spoken word e aperture melodiche più cantautorali. La produzione – a cui contribuisce anche Tommaso Colliva – rafforza l’atmosfera scura del lavoro: i brani sono spesso dominati dalla materia sonora, tra ritmiche nervose, synth inquieti e arrangiamenti stratificati.

La title track “Umana” rappresenta perfettamente il cuore del disco. L’inizio è delicato, con un arpeggio di pianoforte e chitarra che rimanda al cantautorato italiano degli anni Settanta e a certe suggestioni prog. Da lì prende forma il ritratto di una ragazza qualunque, schiacciata da un contesto che le impedisce di credere davvero in se stessa.

Altrove il disco cambia pelle con naturalezza. “Manila”, in parte cantata in tagalog, è la traccia più esplicitamente politica, mentre “Sale” rilegge Princesa di Fabrizio De André con un approccio personale e contemporaneo. “Rosticceria” evoca atmosfere quasi horror, con richiami sonori che ricordano i Goblin, mentre “Due passi insieme” si muove come una ballad moderna e malinconica. In “Africa” emerge il miraggio di un padre che tenta di riavvicinarsi alla figlia, mentre “TVB” riflette con semplicità sull’amore e sul tempo che passa, mostrando il lato più cantautorale del gruppo.

Le collaborazioni ampliano ulteriormente il panorama sonoro del disco. Lamante presta la voce a Tua da far paura, mentre Edda compare in Serafino, due brani dal respiro post-punk e prog. Il rapper Glitter Boy interviene in Glitter, ibrido tra rap, rock ed elettronica. Particolarmente significativa è anche la presenza della cooperativa sociale AllegroModerato, ensemble di musicisti con fragilità psico-fisiche, coinvolta nel brano Andrea, dedicato al tema dell’autismo.

Nel complesso, Umana è un disco che guarda al presente senza filtri, dando spazio a chi spesso resta invisibile. I Brucherò nei pascoli trasformano storie quotidiane in materia musicale viva, costruendo un lavoro che attraversa generi e sensibilità diverse ma mantiene sempre una forte identità narrativa. Un album inquieto, umano e necessario.

Yoshito Higashi
Yoshito Higashi
Appassionato di musica e cinema, residente in Italia da diversi anni, è originario del Giappone. Attualmente vive a Pescara

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