Intervista di Alessia Mocci ad Alessandro Avventuroso

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Intervista di Alessia Mocci ad Alessandro Avventuroso ed al suo “…e non siamo soli (frammenti di una malattia)”“…e non siamo soli (frammenti di una malattia)” è un libro autoprodotto da Alessandro Avventuroso e Mirko Dalle Mulle. Il libro è una raccolta di frammenti di vita e di malattia, come suggerisce il sottotitolo del libro, su alcune tematiche toccanti e comuni. Partendo infatti da un forum, i due hanno cucito insieme queste schegge per dare vita ad un testo organico che vuole sia informare sia sensibilizzare il lettore sull’insufficienza renale, sulla dialisi e sul trapianto.
Alessandro e Mirko, con molta simpatia ed amicizia, si sono prestati alla nostra intervista doppia. Di seguito le risposte di Alessandro, troverete anche quelle di Mirko Dalle Mulle nel nostro sito! Buona lettura.

A.M.: “…e non siamo soli (frammenti di una malattia)” è un testo che riporta esperienze reali. Quando nasce l’idea di questa pubblicazione?
Alessandro Avventuroso: L’idea del libro nasce nel giugno del 2009 davanti ad una buona birra, io e Mirko ci siamo guardati e ci siamo detti: perché non facciamo un libro con le testimonianze dei nostri colleghi del forum? E da lì è partito questo meraviglioso progetto…

A.M.: Quali sono le tematiche affrontate in “…e non siamo soli”?
Alessandro Avventuroso: Essenzialmente parla dell’insufficienza renale, della dialisi e del trapianto, ma in particolare si tratta di frammenti di vita, legati alla malattia, che ogni persona che li legge può fare suoi e rivedersi in alcune situazioni.

A.M.: Qual è il racconto che senti più presente nella tua mente?
Alessandro Avventuroso: Bah… se non dico uno di Mirko, quello si offende!
Scherzi a parte, dico quello di Lauretta, perché è stata trapiantata da pochi giorni, sta bene, e questo vuole essere un omaggio per lei.

A.M.: Il libro oltre che educativo è anche curativo?
Alessandro Avventuroso: Mamma mia, fare la stesura del libro è come aver passato una maxi seduta psicologica! Una bella fatica, emotivamente provante, per chi, come noi, sta vivendo tutte le situazioni che vengono narrate ed il nostro intento era quello di trasmettere queste emozioni anche ai lettori.

A.M.: Pensi che “…e non siamo soli (frammenti di una malattia)” sia in grado di sensibilizzare un ipotetico lettore riguardo le tematiche del testo?
Alessandro Avventuroso: In parte ho risposto prima, l’idea del libro era proprio di fare conoscere alle persone cosa sia la dialisi, di sensibilizzarle alla donazione, insomma di farci capire! Che non è sempre facile , anzi!

A.M.: Com’è stata l’esperienza di scrivere un testo a quattro mani?
Alessandro Avventuroso: Mah… io non ho mai scritto un testo da solo e dopo questa esperienza non lo vorrei neppure fare! Mirko è un patacca, scherzo! Senza di lui questo libro non sarebbe mai nato ed io non starei facendo quest’intervista, con lui nell’altra stanza che sta rispondendo alle stesse domande… ahahahaha. Devo dire che ha avuto tanta pazienza, mi ha sopportato nei miei momenti di sclero perché avevo paura di non riuscire a finire il libro. Sono orgoglioso di avere un amico così.

A.M.: Il ricavato della vendita del libro andrà in beneficenza?
Alessandro Avventuroso: Ma ci mancherebbe altro! Tutto, e ripeto tutto il ricavato della vendita del libro va in beneficenza alla Fondazione Città della Speranza, per la ricerca e la cura delle malattie neoplastiche infantili.

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