Parma rende omaggio a uno dei suoi artisti più celebri con una grande esposizione dedicata a Bernardo Bertolucci e al suo film più monumentale. Dal 27 marzo al 26 luglio 2026, il Palazzo del Governatore ospiterà la mostra “Bernardo Bertolucci. Il Novecento. Arte, letteratura, fotografia, musica”, organizzata a cinquant’anni dall’uscita di Novecento, capolavoro del cinema italiano presentato per la prima volta al Festival di Cannes nel 1976.
Curata da Gabriele Pedullà, la mostra propone un percorso immersivo che racconta la genesi del film, il contesto storico in cui nacque e la sua eredità culturale. L’esposizione si sviluppa attraverso venticinque sale, organizzate in quattro grandi sezioni che accompagnano il visitatore dentro il mondo creativo di Bertolucci.
La prima parte ricostruisce il contesto culturale e politico degli anni Settanta, con uno sguardo particolare all’Emilia dei Bertolucci. Manifesti originali, prime edizioni di libri e dischi, fotografie, giornali e materiali d’epoca restituiscono l’atmosfera di un periodo attraversato da grandi trasformazioni sociali e politiche. Accanto a questi documenti trovano spazio anche memorie private e materiali legati alla famiglia Bertolucci, tra le più importanti della cultura italiana del Novecento.
La seconda sezione è dedicata alla realizzazione del film, con video inediti, oggetti di scena, mappe e documenti che raccontano il lavoro della troupe durante l’anno di riprese. Tra gli episodi ricordati anche la celebre partita di calcio tra la squadra della produzione, “900”, e quella del film Salò.
Il cuore della mostra è rappresentato dalla parte dedicata al film stesso, dove il racconto cinematografico dialoga con opere d’arte di grandi maestri. Installazioni e dipinti accompagnano il pubblico alla scoperta della struttura narrativa pensata da Bertolucci, fondata su un intreccio tra tempo ciclico e tempo storico.
Infine, l’ultima sezione esplora la ricezione critica di Novecento: le polemiche, i dibattiti e l’enorme eco internazionale che il film suscitò fin dalla sua uscita. L’allestimento si apre con una spettacolare sala dominata dalle bandiere rosse, simbolo della scena finale della pellicola, dove sono riunite opere di alcuni tra i più importanti artisti italiani del Novecento.
Per la prima volta saranno esposti materiali d’archivio inediti, tra cui centinaia di fotografie mai mostrate, documenti di lavoro e testimonianze legate alla realizzazione del film. Accanto a questi, il pubblico potrà ammirare opere di artisti come Lucio Fontana, Renato Guttuso, Mario Schifano, Franco Angeli, Giulio Turcato, Alighiero Boetti, Franco Mulas e Salvo, che dialogano idealmente con l’universo cinematografico di Bertolucci.
La mostra è promossa dal Comune di Parma e dalla Fondazione Bernardo Bertolucci, con la collaborazione della Regione Emilia-Romagna e il sostegno di Iren, Smeg e Barilla, mentre media partner è la Repubblica. Il programma di incontri e iniziative collaterali è curato da Fondamenta, con il supporto della Fondazione Cariparma, e prevede la partecipazione di studiosi, artisti e protagonisti del mondo del cinema per approfondire l’opera e il pensiero del regista.
L’esposizione rappresenta anche un omaggio alla Parma dei Bertolucci, terra natale del poeta Attilio Bertolucci e dei figli Giuseppe e Bernardo, e offre l’occasione per riflettere sul Novecento come secolo storico e culturale. Socialismo, fascismo, Resistenza e il sogno di un futuro diverso sono infatti al centro del film, che racconta la storia italiana attraverso le vite parallele di Olmo Dalcò e Alfredo Berlinghieri, nati nello stesso giorno del 1900 in una corte della Bassa Padana e destinati a crescere su fronti opposti fino alla Liberazione del 25 aprile 1945.
Il film, lungo 317 minuti nella versione originale, è interpretato da un cast internazionale straordinario che comprende Robert De Niro, Gérard Depardieu, Alida Valli, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Burt Lancaster, Donald Sutherland, Laura Betti e Sterling Hayden. Alla realizzazione contribuirono anche figure chiave del cinema italiano come il direttore della fotografia Vittorio Storaro, il compositore Ennio Morricone e il montatore Kim Arcalli.
Ad aprire ufficialmente la mostra sarà la proiezione integrale restaurata di Novecento, prevista il 27 marzo alle ore 17 al Teatro Regio di Parma, alla presenza dell’attrice Dominique Sanda. L’evento, organizzato dalla Fondazione Bernardo Bertolucci con il Comune di Parma e la casa editrice Electa, sarà a ingresso libero fino a esaurimento posti, in collaborazione con la Cineteca di Bologna.
Un appuntamento che celebra non solo uno dei film più importanti della storia del cinema italiano, ma anche l’eredità culturale di un autore che ha raccontato come pochi altri il rapporto tra storia, politica e destino umano.


