Virtual Time – Long Distance

Long Distance dal punto di vista dei Virtual Time…

Remember: è una delle prime composizioni musicali della band, il testo è una continuazione del tema trattato sul nostro precedente singolo “Getting Twisted”, tornano quindi le maschere che le persone indossano per apparire diversi agli occhi degli altri, ma in questo brano il protagonista cammina solo, senza più i propri amici ed è nel ritornello che dispensa una sorta di consiglio dicendo di togliersi le maschere e non rinnegarsi mai cercando di essere sempre sé stessi (Remember who you are).

Blow away: è la nostra prima ballad, composta dal nostro chitarrista Luca Gazzola. Il testo parla di ricordi passati che svaniscono nella nostra mente mano a mano che il tempo passa ed è solo quando si chiudono gli occhi che questi ricordi tornano in vita e con loro anche le emozioni che abbiamo provato. Quando invece gli occhi si aprono si torna al presente, alla realtà nella quale tutto questo è ormai passato.

Waves are calling: Una delle nostre ultime composizioni. È un brano Hard Rock in uno stile un po’ più moderno se vogliamo con un testo in doppia chiave di lettura, da un lato infatti può raccontare di un rapporto sentimentale duraturo e che si protrae nel tempo, dall’altro invece di un indimenticabile rapporto sessuale sulla spiaggia in riva al mare.

Fire World II: è il primo singolo estratto dall’album e ci ha portato un enorme fortuna facendoci approdare su Virgin Radio Italy come The Rocket della settimana, su MTV New Generation è inoltre nella classifica italiana dei brani con più alta rotazione nelle radio indipendenti da 3 mesi. Il videoclip è uscito a fine Dicembre in premiere sul web magazine musicale Rockit.it. Il testo è un invito verso la ricerca della propria realizzazione personale, della propria felicità. Il “mondo di fuoco” è il punto di partenza e il punto di arrivo di questo percorso, è sia il posto inadatto dal quale si vuole scappare, sia il luogo di spensieratezza nel quale si vorrebbe stare e nel quale si balla appunto attorno ad un fuoco con gli amici. Il brano è un crescendo Folk che sfocia in un energico riff Rock con una batteria incalzante e il basso che vanno a completare i colori del brano mentre alla voce principale si aggiungono in risposta i cori. Il brano è nato da un insieme di idee diverse venutesi a creare all’interno di jam session in sala prove.

I Feel Sad: è un brano incisivo, con un potente riff di chitarra hard rock, anche questo è stata una delle prime composizioni del gruppo, è infatti presente anche nel nostro vecchio singolo “Getting Twisted”. Qui nell’album abbiamo deciso di riarrangiarla e registrarla nuovamente. Il testo parla di una separazione e del conseguente sentimento di tristezza che, anche se non si vorrebbe, si prova comunque.

Man On the Moon: è un brano scritto (testi e musica) dal nostro cantante Filippo Mocellin ed è forse il pezzo in cui siamo usciti un po’ dai limiti, dai canoni del nostro genere. Lo consideriamo un pezzo abbastanza particolare se confrontato con il resto delle nostre composizioni, per questo motivo abbiamo deciso di metterlo come traccia di chiusura del disco. Il brano presenta un crescendo continuo fino all’esplosione finale: alle prime note dell’organo e del Rhodes si aggiunge la chitarra acustica, qualche suono di batteria, il basso, fino ad arrivare all’entrata della voce e l’attacco di batteria. Da qui in poi la canzone cresce sia di intensità sia di tempo fra il botta e risposta di voce e chitarra elettrica che si dividono gli spazi del brano fino a culminare nel finale e nello svuotamento che precede la fine della traccia. Il testo è una richiesta disperata di aiuto e mette in luce quanto sia difficile, nel momento del bisogno, chiedere aiuto e riuscire a capire l’aiuto che ci viene dato.

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