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Biennale MArteLive 2026: Roma si accende d’arte

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Dall’1 all’11 ottobre Roma e il Lazio diventano un grande palcoscenico diffuso con la Biennale MArteLive 2026. Undici giorni di musica, teatro, danza, circo contemporaneo, arti visive, performance e sperimentazione, con oltre 1.000 artisti, più di 300 appuntamenti e circa 40 location coinvolte. Un programma enorme che attraversa club, teatri, siti archeologici, gallerie, piazze e spazi indipendenti, portando nello stesso cartellone nomi internazionali, protagonisti della scena italiana e nuovi talenti.

Il cuore della manifestazione resta l’idea che accompagna MArteLive fin dalle sue origini: far convivere linguaggi artistici differenti e permettere al pubblico di attraversarli liberamente. Non un semplice festival musicale, quindi, ma una rete di eventi nella quale un concerto può condurre a una performance, una mostra può incontrare la danza e uno spazio storico trasformarsi in scenario per la sperimentazione contemporanea.

Ad aprire la Biennale sarà “MArteLive – Lo Spettacolo Totale”, in programma dall’1 al 3 ottobre al Lanificio 159. Sedici discipline artistiche condivideranno gli stessi spazi tra concerti, installazioni, teatro, danza, performance e arti visive. Tra gli ospiti figurano SBTRKT, Shigeto, Opus Kink, Ninos Du Brasil e Whitemary, accanto ai finalisti del Concorso MArteLive e a oltre 150 artisti emergenti.

Giovedì 1° ottobre, alle 21:30, Carlo Infante presenterà inoltre il walkabout “La Rigenerazione Umana – Urban Experience”, un’esperienza itinerante dedicata alla capacità dell’arte di trasformare luoghi, relazioni e linguaggi. Sarà uno dei primi tasselli di un festival che punta proprio a superare i confini tradizionali tra palco, pubblico e città.

La Biennale proseguirà poi attraverso diversi percorsi. All’Atelier Montez, Immersiva esplorerà l’incontro tra musica, immagini, arti digitali e installazioni con artisti come Abul Mogard, Immersion, Romare, Alessandro Baris, Francesca Palamidessi, re_derma e Atabasca.

Con SU sarà invece la musica a entrare in luoghi caratterizzati da una forte identità storica e paesaggistica. L’Ex Cartiera Latina, la Villa di Massenzio e altri spazi, con appuntamenti che arriveranno fino a Gaeta, ospiteranno Gigi Masin, Micah P. Hinson, Ana Roxanne, Alberto Ferrari dei Verdena, Dobrawa Czocher, Jozef van Wissem, Sarah Neufeld degli Arcade Fire, Mombao e Mauro Ermanno Giovanardi.

La scena musicale internazionale trova spazio anche in #ALTRNTV, progetto che attraversa club e realtà indipendenti con artisti come Babyshambles, Heartworms e RBSN. Nel programma compaiono inoltre l’Elektro Stage con il dj set di Venerus e il Four Flies Showcase con i Calibro 35.

Tra gli appuntamenti da segnalare c’è anche quello del 9 ottobre al Fusolab con Uragano Revue, che vedrà protagonisti Omar Souleyman, Nickodemus, Ko Shin Moon e The Rebel & The Funk Pope. È proprio questa capacità di passare dall’elettronica al rock, dalla ricerca sonora alle contaminazioni internazionali, uno degli elementi che caratterizzano l’edizione 2026.

Ma MArteLive non rimane confinato nei tradizionali luoghi dello spettacolo. Una parte significativa della Biennale porta infatti l’arte direttamente nelle strade e nei quartieri. A Centocelle, il progetto Centocelle Buskers propone circo contemporaneo, musica e teatro di strada, mentre Danza in Levare e Danza Battente esplorano il rapporto tra danza contemporanea e spazio pubblico. Open Gallery costruisce invece una rete tra gallerie e spazi espositivi, con particolare attenzione alla ricerca e agli artisti emergenti.

Il programma affronta anche la dimensione sociale dell’arte. PerFormAzione Sociale utilizza teatro e performance nei contesti periferici, mentre “L’Arte non ha sbarre” porta pratiche artistiche partecipate anche all’interno della Casa Circondariale di Rebibbia. Più insolito è il progetto “Lullaby – Ninne per animali”, che sperimenta nuove forme di ascolto mettendo in relazione musica, ambiente e mondo animale, arrivando a considerare gli animali stessi come pubblico delle performance.

A completare il percorso c’è LAB, con workshop, masterclass e incontri rivolti ad artisti, giovani e operatori culturali. La formazione diventa così parte dello stesso ecosistema creativo degli spettacoli e delle performance.

L’idea alla base dell’intero progetto viene riassunta dal suo ideatore e direttore artistico Giuseppe Casa, che ricorda come MArteLive sia nato mettendo sedici arti nello stesso luogo e nello stesso momento. Con la Biennale, quella formula viene estesa alla dimensione di un’intera città, cercando di creare collegamenti tra artisti affermati ed emergenti, centro e periferia, musica e patrimonio culturale.

Il pubblico non è quindi chiamato a seguire un unico percorso prestabilito. La Biennale può essere attraversata scegliendo liberamente eventi, luoghi e linguaggi, costruendo quasi un festival personale all’interno di quello collettivo.

Dall’1 all’11 ottobre Roma e il Lazio diventano così una mappa artistica in continuo movimento: oltre 1.000 artisti e centinaia di appuntamenti nei quali una piazza può diventare un teatro, un sito storico trasformarsi in uno spazio per la musica contemporanea e un concerto essere soltanto il punto di partenza per scoprire qualcosa che non si stava cercando.