Laos: la diga di Xayaburi non si ferma

Il governo del Laos ha dato l’approvazione alla controversa mega-diga di Xayaburi sul fiume Mekong. La diga, un progetto da 3,5 miliardi dollari esporterà il 95 per cento della sua energia in Thailandia. Il progetto è stato fortemente criticato per gli impatti attesi sulle popolazioni ittiche del fiume, su cui dipendono le popolazioni rivierasche.

Alla fine del 2011, i quattro paese del fiume Mekong, Laos, Thailandia, Vietnam e Cambogia, avevano annunciato il blocco del progetto al fine di studiarne meglio gli impatti. La diga infatti ha creato una forte tensione tra Laos e Thailandia e gli altri due paesi rivieraschi, Vietnam Cambogia, che temono gli impatti del progetto. Ma i nuovi studi non si sono visti, mentre i lavori sono ripartiti.

“La diga di Xayaburi è il primo progetto di una lunga serie di dighe con conseguenze tradizionali devastanti per lo sviluppo della regione. La sicurezza alimentare e posti di lavoro di milioni di persone nella regione sono direttamente minacciati,” spiega Ame Trandem, di International Rivers. La diga costringerà lo sgombero di 2.100 abitanti.

Uno recente studio Global Environmental Change ha messo in luce che se saranno portati a termine gli 11 progetti idroelettrici attualmente in programma sul fiume Mekong, gli stock ittici del fiume potrebbero crollare del 16 per cento. “I risultati suggeriscono che la sicurezza alimentare di base è potenzialmente ad alto rischio.”

Ma il governo del Laos, che spera di fare grandi guadagni economico dalla vendita dell’energia alla Thailandia, sostiene che le modifiche apportate al progetto consentirà al pesce e ai sedimenti di muoversi liberamente attraverso la diga.

Secondo gli ambientalisti invece, la la diga potrebbe portare all’estinzione di decine di specie di pesci d’acqua dolce, tra cui il pesce gatto gigante del Mekong (Pangasianodon gigas). Il pesce, che può raggiungere il peso di 270 chili, è oramai indicato come a grave rischio nella Lista Rossa dell’IUCN.
Fonte: http://www.salvaleforeste.it…