L’annuncio è arrivato dal Commissario UE per l’Energia, Gunther Oettinger che ha proposto nuove norme di sicurezza sulle trivellazioni in mare a partire dalla prima metà del 2011. Contemporaneamente al parlamento europeo si sta lavorando per riuscire ad ottenere dalle compagnie petrolifere degli standard più elevati che garantiscano maggiore tutela per l’ambiente e le popolazioni limitrofe all’Unione europea come nel caso delle trivellazioni in Libia. Oettinger ha dichiarato: “Abbiamo ricevuto un’analisi da BP che rappresenta un’autocritica sufficiente, secondo noi. Propone passi volontari di correzione per l’industria e li annuncia concretamente. L’obiettivo è quello di garantire standard di sicurezza di alto livello nelle acque da noi raggiungibili: Atlantico del Nord, Mar Baltico, Mar Mediterraneo, Mar Nero e Atlantico delle coste africane occidentali. Abbiamo sicuramente un’autorità per le nostre acque territoriali dell’Ue, ma cerchiamo di avere un impatto con i nostri standard anche al di fuori. Ad esempio, nel caso della Libia, dove Bp è disposta ad usare gli stessi standard del Mare del Nord, anche se le norme libiche sono diverse”. L’idea di Bruxelles è quindi di una diffusione a livello internazionale degli standard UE. Cerchiamo di avere un obbligo volontario – ha detto Oettinger – da parte dell’industria europea (come Shell, Total e BP) perché rispetti gli stessi standard delle acque territoriali nelle acque vicine. Quanto alle nuove regole comunitarie per le future licenze vogliamo verificare innanzitutto che gli elementi di sicurezza rispettino i massimi standard, mentre per gli impianti già esistenti, alcuni di oltre vent’anni e con gli standard dell’epoca, ci sarà un aggiornamento tecnico. Poi c’è la questione dei controlli: qui la rete deve stringere le maglie e frequenza e qualità devono essere migliorati”. Infine le questioni degli obblighi assicurativi per gli impianti offshore devono essere i più ampi possibili e nel caso di incidenti, bisogna avere le spalle finanziariamente coperte”.

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