AMATE SPONDE un film di EGIDIO ERONICO – L’Italia come non l’abbiamo mai vista, e come rischiamo di perderla

E’ stato presentato in prima mondiale alla 17ª edizione della Festa del Cinema di Roma Amate Sponde, il nuovo film di Egidio Eronico, il racconto visionario e straordinario dell’Italia e del suo paesaggio fisico e umano, visto dall’alto con immagini in altissima definizione. Un’esperienza spettacolare di immagini e musica per scoprire il nostro Paese come mai prima, e come solo il Cinema sa fare.

Amate sponde è prodotto da Alessandro Carroli per EiE Film, Leonardo Baraldi per Schicchera Production e SKY in coproduzione con Luce Cinecittà, con la media partnership di storiche istituzioni culturali e scientifiche come CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche, Legambiente e IIT – Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, con l’adesione di ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, di WWF Italia, della Società Geografica Italiana e INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica. E (anche questo un evento nell’evento) con il sostegno di ben sette Film Commission regionali: di Piemonte, Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia.

Amate sponde sarà presentato alla Festa del Cinema in prima ufficiale nella sezione Freestyle, Sabato 15 ottobre alle 17.00 presso il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, con repliche al Cinema Giulio Cesare Domenica 16 ottobre, ore 16.00, e Lunedì 18, ore 9.30.

Amate sponde mostra dalle Alpi all’estrema punta meridionale le forme geofisiche di quello che la storia ha definito ‘il giardino d’Europa’, uno dei paesi più ricchi di varietà paesaggistiche del pianeta. Lo fa con l’esclusivo utilizzo di immagini e musica. Nessun commento verbale, un puro tessuto di visioni. Con immagini eccezionali, girate in 4k ad altissima definizione, e una colonna sonora avvolgente, onirica e potente, composta da Vittorio Cosma (PFM, Elio e le Storie Tese, Deproducers, Gizmodrome).

E insieme mostra la capacità umana di abbrutire una natura come questa, anzitutto con l’occupazione sperequata di cemento.

Le cifre più aggiornate dicono che l’Italia nei prossimi 20 anni potrà essere divorata dal cemento al ritmo di settantacinque ettari al giorno. Con conseguenze che le cronache già ci trasmettono con periodica drammaticità: di un territorio più fragile, pericoloso, desertificato.

Una bellezza a rischio di essere perduta.

Amate sponde mostra con la pura forza del grande cinema l’identità di paesaggio fisico e cittadinanza, di bellezza dell’ambiente e psicologia. Di estetica e etica.

Ci racconta con l’andamento di una sinfonia, un concerto di video e audio, quanto noi siamo il paesaggio che viviamo, e che se lo mettiamo in pericolo quella che perdiamo è la nostra semplice identità di italiani.

Perciò il Paesaggio è un capitolo della nostra Costituzione. Un nostro pieno diritto e dovere.

Perciò un film come Amate sponde parla a noi tutti, spettatori, e cittadini.

SINOSSI DEL FILM

Italia. Una ricognizione sul corpo globale del Paese, posando lo sguardo sui suoi lineamenti fondamentali, da quello geo-fisico e ambientale a quello economico e produttivo, da quello socio-demografico e abitativo a quello antropologico e culturale. Il racconto per sole immagini e musica di un territorio nella sua attuale fisionomia, un Atlante domestico di meraviglie a volte incomprese e di luoghi conosciuti, amati e spesso smarriti. E di gente colta nel suo vivere in un habitat ad alta stratificazione, tra la grandezza ancora fruibile del passato e l’apparente stasi del presente. Un’Italia segnata da forti disuguaglianze e ciò nonostante in continua trasformazione nella difficile corsa verso uno sviluppo sostenibile, problematicamente sospesa tra il vecchio e il nuovo e alla sempre più ardua ricerca di un equilibrio per salvaguardare il proprio èthos.

Nota breve del regista

Come in una suite di J. S. Bach, con i suoi tempi o movimenti e fornita di un preludio. Questa la forma che caratterizza Amate Sponde, con un impianto narrativo privo di parole e composto da sole immagini e musica. Il racconto possibile di un Paese – l’Italia – nel suo contraddittorio eppure vitalistico presente, in un film dove l’interazione fra immagine e suono mediata dal montaggio si fa racconto fisico ed emotivo. E che sulle tracce di S. Ejzenstejn vuole spingere lo spettatore a vedere la musica e ascoltare le immagini, perché l’importante non è tanto il cercare di capire, quanto il provare a sentire ciò che siamo, dove ci troviamo e quel che non vogliamo perdere.

Egidio Eronico

Nato a Roma, si è laureato in Architettura nel 1983. Ha iniziato la carriera nel cinema alla fine degli anni ’70, producendo e dirigendo film indipendenti in super8. Nel 1986 l’esordio ufficiale nel lungometraggio con il film Viaggio in città in co-regia con Sandro Cecca, con cui realizza Stesso sangue e Rito di passaggio. Dopo Annata di pregio, Fiabe metropolitane e Il guardiano, nel 2002 ha diretto Charlton Heston in My father – Rua Alguem, 5555, ultima prova del grande attore hollywoodiano. Ha realizzato numerosi documentari, tra i quali A proposito di Roma, L’amico magico su Nino Rota, e due casi mediatici come Michel Petrucciani Body and Soul Tribute e Nessuno mi troverà, sulla scomparsa di Ettore Majorana. Con Amate sponde torna sul grande schermo con un viaggio visionario che attraverso le forme indaga l’anima profonda del nostro Paese.

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