L’IMPREVEDIBILE VIAGGIO DI HAROLD FRY un film di Hettie Macdonald

CAST ARTISTICO
Jim Broadbent Harold Fry 
Penelope Wilton Maurine
Earl Cave David Fry 
Linda Bassett Queenie 
Daniel Frogson Wilf
Naomi Wirthner Kate 

CAST TECNICO
Regia Hettie Macdonald
Sceneggiatura Rachel Joyce
Produzione Juliet Dowling, Kevin Loader,
Marilyn Milgrom
Fotografia Kate McCullough
Scenografia Christina Moore
Costumi Sarah Blenkinsop
Trucco e acconciature Carol Cooper

SINOSSI
Harold è un uomo qualunque che ha sempre vissuto senza prendere iniziative e restando in disparte. Un giorno scopre che una vecchia amica è molto malata e decide di andarla a trovare attraversando a piedi l’Inghilterra. Certo che il suo eroico gesto la terrà in vita, Harold Fry intraprende un incredibile viaggio che farà scalpore conquistando tutta la nazione…

Una celebrazione della vita, un ritratto sincero dell’amore universale interpretato dal Premio Oscar® Jim Broadbent e diretto dalla regista Hettie Macdonald (Normale people) sullo sfondo della straordinaria bellezza della campagna inglese.

NOTE DI REGIA
Quando ho letto l’incredibile romanzo di Rachel Joyce, ne sono stata immediatamente affascinata. Rachel affronta i temi del lutto, della perdita, del senso di colpa e della cura: al centro del romanzo ci sono temi universali. Credo che Harold sia un eroe straordinario, con il suo coraggioso salto nell’ignoto dimostra che è possibile guarire attraverso un atto di fede.
Quel che mi ha colpito, quando ho ricevuto la sceneggiatura, sono state le enormi potenzialità di narrazione visiva. Dentro Harold covano grandi inquietudini e conflitti interiori, ma il suo viaggio è emozionante, persino poetico. Dal punto di vista cinematografico, si tratta di un’occasione meravigliosa per stare accanto a un personaggio e seguirlo lungo il suo viaggio.
La natura e il paesaggio occupano un ruolo molto forte nel film: è stata proprio l’Inghilterra, accanto agli altri personaggi, ad aiutarci a raccontare la storia di Harold. Per questo ho capito subito che il modo migliore per iniziare sarebbe stato fare il viaggio in prima persona: la direttrice della fotografia Kate McCullough ed io siamo salite in macchina e abbiamo fatto il percorso di Harold, da Kingsbridge a Berwick-Upon-Tweed. È stata un’esperienza molto formativa, che ci ha permesso di percepire il modo in cui il paesaggio si trasforma e le comunità cambiano man mano che si procede verso nord. Questo ci ha aiutato anche a capire la natura del viaggio di Harold, e ha confermato la nostra convinzione di dover girare il film in ordine sequenziale.
Abbiamo scelto i luoghi e le inquadrature in base a ciò che sentivamo giusto per dare un valore anche emotivo alle scene. Poiché procedevamo in ordine sequenziale, Jim ha potuto trasformarsi gradualmente man mano che si spostava attraverso il paese. Ci ha regalato qualcosa di visivamente forte, era davvero provato dalle intemperie, camminava davvero là fuori. Questo ha contribuito in una maniera notevole alla sua interpretazione.
I protagonisti di questo film sono difficili da far vivere sullo schermo: è come se Harold e sua moglie Maureen si fossero barricati dietro il silenzio e avessero smesso di respirare all’unisono. Essendo stato scelto per leggere l’audiolibro, in occasione dell’uscita del romanzo, Jim Broadbent era la scelta più naturale per il ruolo del protagonista. Penelope Wilton apporta una complessità e una profondità emotiva di straordinaria precisione a Maureen: insieme Jim e Penelope sono riusciti a incarnare una coppia reciprocamente estranea seppure unita in un momento cruciale di cambiamento.
Spero che il pubblico si commuova vedendo queste interpretazioni e capisca l’importanza di creare legami con le persone e i luoghi che ci circondano. È una storia bella e ottimistica che ci esorta a essere coraggiosi, ad affrontare il buio anche se ci fa un po’ paura. “L’incredibile viaggio di Harold Fry” ci insegna che le cose possono cambiare e che, grazie a un atto di fede, possono accadere cose belle.

IL CAST

JIM BROADBENT – Harold Fry
Jim Broadbent è un attore teatrale, cinematografico e televisivo, premiato con l’Oscar®, il BAFTA, l’Emmy e il Golden Globe, noto soprattutto per i ruoli in “Iris – Un amore vero” (per il quale nel 2001 ha ottenuto Oscar e Golden Globe come miglior attore non protagonista), “Moulin Rouge” (BAFTA come miglior attore non protagonista nel 2001) e per la saga di “Harry Potter”. Recentemente ha ricevuto una candidatura ai BAFTA per l’interpretazione a fianco di Meryl Streep in “The Iron Lady”. Da allora ha continuato a partecipare a una variegata serie di progetti, fra cui “Filth” di John S. Baird, adattamento dell’irriverente romanzo di Irvine Welsh; “Le weekend”, commedia romantica di Roger Michell (per cui è stato nominato come miglior attore ai British Independent Film Award) e “The Harry Hill Movie”, in cui è apparso en travesti nel ruolo di una donna delle pulizie con tre braccia. Tra le sue apparizioni più recenti, la commedia natalizia “Get Santa” di Christopher Smith, i film della serie “Paddington” di Paul King, acclamati dalla critica e tratti dagli amati libri per bambini di Michael Bond, “The Lady in the van”di Nicholas Hytner, “Bridget Jones’s Baby” di Sharon Maguire, “L’altra metà della storia” di Ritesh Batra e “Il ritratto del Duca” di Roger Michell.
A partire dal suo debutto cinematografico nel 1978, Broadbent è apparso in innumerevoli film di successo, stabilendo una lunga collaborazione con Mike Leigh (“Dolce è la vita”, “Topsy-Turvy”, “Il segreto di Vera Drake” e “Another year!) e dimostrando il proprio talento di caratterista in film diversi come “La moglie del soldato”, “Pallottole su Broadway”, “Little voice – È nata una stella”, “Il diario di Bridget Jones”, “Hot fuzz”, “Il maledetto United” e “Cloud Atlas”.
Più volte premiato anche per la sua imponente carriera televisiva, Broadbent ha ricevuto un Royal Television Award e una candidatura ai BAFTA per l’interpretazione da protagonista in “Any human heart” (tratto dall’omonimo romanzo di William Boyd). In precedenza, aveva ottenuto BAFTA e Golden Globe per l’interpretazione in “Longford” di Tom Hooper e l’Emmy per “The street”. Ancora prima, il ruolo in “The gathering storm” gli era valso la candidatura ai Golden Globe e agli Emmy. Tra le altre partecipazioni, da segnalare “Birth of a nation – Tales out of school”, “Black adder”, “Only fools and horses”, “Victoria Wood: as seen on TV”, “The young visiters”, “Il mio amico Einstein”, “Exile”, “The great train robbery” e “London Spy”.
Dopo aver studiato presso la London Academy of Music and Dramatic Art, Broadbent si è esibito a lungo sul palcoscenico, in particolare con il Royal National Theatre e la Royal Shakespeare Company. Il suo lavoro sulle scene lo ha portato a esibirsi in spettacoli famosi da “Our friends in the north” di Peter Flannery, allo RSC Pit, fino a “A place with pigs” di Athol Fugard al National, passando per “Habeas Corpus” di Alan Bennett al Donmar e “The Pillowman” di Martin McDonagh al National. Di recente è stato il protagonista del nuovo lavoro di  Martin McDonagh “A very very very dark matter” al Bridge.

PENELOPE WILTON – Maureen Fry
Penelope Wilton è un’attrice inglese attiva in campo televisivo, cinematografico e teatrale. Tra i suoi ruoli televisivi più noti figurano la sitcom della BBC “Ever decreasing Circles” (1984-1989), la serie drammatica di ITV “Downton Abbey” (2010-2015), la dark-comedy di Netflix “After life” (2019-2022) e la serie fantascientifica della BBC “Doctor Who” (2005-2008). Tra le sue apparizioni cinematografiche ricordiamo “The Borrowers (“Il piccolo popolo de Graffignoli”, 1992) e “The return of the borrowers” (1993), “Calendar girls” (2003), “L’alba dei morti dementi” (2004), “Match Point” (2005), “Orgoglio e pregiudizio” (2005), “Marigold Hotel” (2012) e “Bellezza infinita” (2019).
La sua notevole carriera teatrale le è valsa sei candidature al Premio Olivier per le interpretazioni in “Uomo e superuomo” (1981), “The secret rapture” (1988), “The deep blue sea” (1994), “John Gabriel Borkman” (2008) e “The chalk garden” (2009). La sua interpretazione in “Taken at midnight” le è valsa nel 2015 il Premio Oliver per la migliore attrice.

EARL CAVE – David Fry
Earl Cave, uno dei più promettenti giovani attori inglesi, si è affermato come “uno da tenere d’occhio” nel panorama della recitazione britannica, attraverso una brillante e variegata serie di ruoli televisivi e cinematografici.
Nel 2022 Earl è apparso in “L’Accademia del bene e del male”, adattamento per Netflix dell’omonimo romanzo d’esordio di Soman Chainani, tra i bestseller del New York Times. Il film costituisce il primo di sei episodi della serie L’accademia del bene e del male, che racconta delle due amiche Sophie e Agatha che scoprono il luogo in cui i personaggi delle fiabe vanno a scuola. Il film è stato diretto da Paul Feig e interpretato da Charlize Theron, Michelle Yeoh, Laurence Fishburne e Kerry Washington.
Nel 2021 Earl ha interpretato il giovane Tiberio nella serie Sky sull’antica Roma, “Domina”, con Isabella Rossellini, Liam Cunningham e Kasia Smutniak. La serie, creata e sceneggiata da Simon Burke, che ha debuttato su Sky Atlantic (Regno Unito) e Sky Atlantic (Italia), prende in considerazione da una prospettiva femminile le lotte di potere dell’antica Roma.
Nel 2020 Earl ha recitato accanto a Russell Crowe, George MacKay, Nicholas Hoult e Charlie Hunnam in “The Kelly gang” di Justin Kurzel, tratto dal romanzo La ballata di Ned Kelly di Peter Carey. La narrazione ripercorre le vicende del fuorilegge australiano Ned Kelly e della sua banda in fuga dalle autorità negli anni ‘70 dell’Ottocento. Earl interpreta Dan, uno dei fratelli Kelly. Nello stesso anno è apparso anche in “Alex Rider”, adattamento televisivo del fortunato personaggio della spia adolescente protagonista di un ciclo di romanzi young adult di grande successo di Anthony Horowitz. La serie in otto puntate è basata su Point Blanc, il secondo romanzo del ciclo.
Nel 2019 Earl ha recitato nell’esordio alla regia di Simon Bird, “Days of the Bagnold summer”, presentato in anteprima al Festival di Locarno con ampio consenso di critica e pubblico. Adattamento del graphic novel di Joff Winterhart, è una commedia di formazione su un adolescente (interpretato da Earl) che trascorre l’estate ascoltando heavy metal e cercando di convivere alla meglio con la madre bibliotecaria (interpretata da Monica Dolan). Nel cast anche Tamsin Grieg e Rob Brydon.
Sul piccolo schermo, Cave ha interpretato il popolare personaggio di Frodo nella serie “The end of the f***ing world”, dark-comedy drammatica britannica basata sul graphic novel di Charles Forsman. Il primo degli otto episodi della serie co-prodotta da Netflix  è andato in onda nel Regno Unito su Channel 4 nel 2017. La serie racconta le vicende di un diciassettenne convinto di essere uno psicopatico e della sua amica ribelle che vede nel ragazzo un’occasione per sfuggire alla sua tumultuosa vita domestica. La serie, accolta da unanime consenso, è stata candidata nel 2018 al British Academy Television Award per la migliore serie drammatica.
Nel 2017 Earl ha interpretato Oscar nella miniserie della BBC “Born to kill”, accanto a Romola Garai e Richard Coyle. Creata da Kate Ashfield e Tracey Malone, la fiction in quattro parti è un’agghiacciante esplorazione della mente di Sam, un adolescente apparentemente modello che è sul punto di realizzare desideri psicopatici nascosti. La serie è stata trasmessa con grande successo di critica.

LINDA BASSETT – Queenie 
Linda Bassett è nota soprattutto per l’interpretazione, che le è valsa la candidatura ai BAFTA, nella versione cinematografica del 1999, del lavoro teatrale “East is East, per cui era apparsa anche nella versione teatrale. Tra le sue altre partecipazioni cinematografiche e televisive, “Dinnerladies” (1999), “Calendar Girls” (2003), “Ragione e sentimento” (2007) e “Grandma’s House” (2010-12). Dal 2015 interpreta l’infermiera Phyllis Crane nella fiction della BBC One “L’amore e la vita – Call the midwife”.
Linda ha cominciato la carriera in teatro, debuttando sulle scene londinesi nel 1982 ed entrando a far parte della Royal Shakespeare Company nel 1991. Tra I suoi ruoli teatrali più importanti ricordiamo “What if if only” (2021) e “In Basildon” (2012), entrambi al Royal Court Theatre, così come la ripresa del 2013 di “Roots” al Donmar Warehouse che le è valsa la candidatura come migliore attrice all’Evening Standard Award.

nel corso della quale ha interpretato ruoli di primo piano per il RSC, il National Theatre e la compagnia Cheek by Jowl.

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